Il Dono del Consiglio si può definire in questo modo: un abito soprannaturale per cui l’anima in grazia, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo giudica rettamente, nei casi particolari, quello che conviene fare in ordine al fine soprannaturale.
Il Dono del Consiglio serve a perfezionare la virtù della Prudenza. La Prudenza, infatti, giudica rettamente ciò che si deve fare in un preciso e momento e in una precisa situazione. La Prudenza si serve della ragione illuminata dalla Fede. Il Dono del Consiglio, invece, comanda sotto l’istinto e la mozione dello Spirito Santo, ossia per motivi divini, i quali possono essere anche ignorati dall’anima che deve compiere o decidere in un determinato atto. Dunque, se il modo di agire della virtù della Prudenza è umano, il modo di agire del Dono del Consiglio è divino.
Più semplicemente possiamo dire che il Dono del Consiglio si differenzia dalla virtù della Prudenza perché questa richiede un processo più laborioso per arrivare ad una decisione: discernere tra varie possibilità, chiedere il parere di qualcuno, ecc…Il Dono del Consiglio, invece, non ha bisogno dei mezzi umani e suggerisce attraverso un “istinto divino” cosa si debba fare, tutto immediatamente non mediatamente.
Un riferimento evangelico chiaro è ciò che Gesù dice ai discepoli: “Quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovete dire: non siete, infatti, voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi” (Matteo 10,1-20).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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