EDITORIALE: Riflettiamo sullo “stato di necessità” facendoci aiutare da santa Maria Goretti

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4 Comments on "EDITORIALE: Riflettiamo sullo “stato di necessità” facendoci aiutare da santa Maria Goretti"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 6 Luglio 2026 at 8:16 | Rispondi

    Gentile Professore, queste sue parole mi spaventano. Già sapevo che oggi purtroppo la Chiesa è diventata tollerante in tante cose che non dovrebbero essere tollerate, ma come si fa a sapere se un determinato confessore può, o no, impartire l’assoluzione sacramentale? Io purtroppo non ho conosciuto S. Padre Pio, ma so che spesso si arrabbiava nel confessionale e cacciava l’indegno penitente, riuscendo a riportare a Dio tante anime. Oggi tutto questo non succede più: oggi si fa tranquillamente a meno di confessarsi.

  2. Carissimo Professore, grazie.
    Provo tanto dolore e lacerazione per quanto accaduto, che ha penalizzato i bravi sacerdoti cui lei faceva riferimento. Ho esperienza personale di parroci che ammettono (il mio ex parroco l’ha caldeggiato) l’uso degli anticoncezionali all’interno del matrimonio, parlandomene in Confessionale); una giovane amica di mia figlia, è stata messa in crisi da sacerdoti aperti alla possibilità dei rapporti pre-matrimoniali…nonostante il confronto con persone di fede autentica, come mia figlia appunto, le mostrasse le ragioni della scelta opposta. Ma sono solo due dí tantissimi esempi…
    Un sacerdote che celebra V.O. (ma non solo) mi ha apertamente ammonita in merito alla questione FSSPX, dicendomi che “ad errore, non si risponde con errore”. Io sono una semplice ed umile cattolica: rilevo il grave sbandamento della Chiesa attuale, ne soffro da tanti anni, prego. Cosa altro posso fare? Perdere la calma, perdere la tranquillità, significa non fidarsi di Dio. Ma certo penso che molti, troppi, anche bravi sacerdoti e forse bravi cattolici… giudicano la Fraternità senza effettivamente averla mai conosciuta. Rimango comunque fedele alla Sposa di Cristo così ammalata e sofferente… e, con tutta l’umiltà possibile, cerco di rendermi docile allo Spirito Santo perché mi è ci guidi nei passi giusti da compiere. Dio la benedica e la Santa Vergine la custodisca sempre. Grazie per il suo apostolato.

  3. antonio savo | 6 Luglio 2026 at 12:31 | Rispondi

    Potevano rientrare e non l’hanno fatto.
    San Giovanni Paolo aveva offerto la consacrazione di un vescovo “lefebvriano”, Mons. Lefebvre aveva firmato e poi ritrattato.
    Papa Benedetto aveva dato la possibilità di dichiararsi critici su alcune parti del Concilio e non hanno accettato. Gli Istituti Ecclesia Dei, anche se con enormi difficoltà, tengono duro, pur senza un vescovo, nella Chiesa Una Santa e cattolica. Cum Petro e sub Petro. Chi ha maggiori responsabilità sulla mancata possibilità di quel sacerdote di non poter fare più una confessione?

  4. Giovanni Di Guglielmo | 6 Luglio 2026 at 18:00 | Rispondi

    Sono completamente d’accordo ma proprio per questo piuttosto perplesso circa la conclusione dell’articolo. Perché proprio la scomunica genera l’imbarazzo nel fedele, se invece si fosse arrivati ad un accordo non sarebbe sorto il problema. Il punto è se conta la fedeltà alla verità oppure- come pure a parole dice la FSSPX- la salvezza delle anime. Se in tutta umiltà si fosse accettato un accordo si sarebbe forse potuto operare molto più diffusamente a quella difesa della Fede che tutti desideriamo.

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