Guardando una spiga di grano

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti. Ed è la realtà che ci rimanda alla bellezza della Verità Cattolica … perché tutto è cattolico, perché tutto è di Dio!’


Una spiga di grano è complessa.

Una complessità fatta di tante piccole bacchette inserite l’una nell’altra.

Anche al tatto la spiga si mostra “complicata”. Di fatto punge.

Eppure, da quella complessità viene fuori l’alimento più semplice e più comune: il pane.

Quella complessità, fastidiosa al tatto, si risolve nella fragranza e nella morbidezza di una semplice fetta di pane.

Il poeta Arthur Rimbaud ha scritto questi versi: Le sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri, / Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina: / Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi. / (…) / Non parlerò, non penserò a niente: / Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, / E andrò lontano, molto lontano (…).”

Punzecchiato dal grano… andrò lontano, dice Rimbaud.

E’ il mistero della vita.

Dalla complessità del grano, la semplicità del pane.

Dalle punzecchiature della vita, si può andare lontano, ci si può innalzare.

Ad una condizione però: che ci sia una Méta verso cui andare.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 


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