Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.88)

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini


Domanda: Con quali miracoli specialmente Gesù Cristo confermò la sua dottrina
e dimostrò di essere vero Dio?
Risposta: Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di essere vero Dio, specialmente col rendere in un attimo la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la parola ai muti, la salute ad ogni sorta di infermi, la vita ai morti; con l’imperare da padrone ai demoni e alle forze della natura, e soprattutto con la sua Risurrezione dopo la morte.

Abbiamo concluso il commento precedente dicendo che “il motivo per cui sono compiuti” i miracoli è “la manifestazione di una realtà soprannaturale” (San Tommaso d’Aquino, Summa Theol., II-II. 178, I, ad 3). I miracoli sono, dunque, segni che danno dimostrazione della divinità di Cristo.

I Vangeli riportano tanti miracoli fatti da Gesù, di ogni tipo: dal ridare la vita al guarire ogni tipo di malattia (cecità, sordità, mutismo, malattie contagiose tipo lebbra) fino al comandare ai demoni, e quindi a Satana, costringendoli all’obbedienza.

Si deve tenere conto del fatto che di certo i Vangeli raccontano solo una parte dei tanti miracoli compiuti da Nostro Signore: “vi sono ancora molte cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Gv 21, 25).

Il miracolo più grande e importante rimane ovviamente la Resurrezione.

Questa certifica in modo definitivo, se mai non fossero bastati tutti i segni dati durante la Sua vita, che Gesù è Dio.

È l’elemento fondamentale della nostra fede, non solo per la certificazione della divinità di Gesù.

Se Cristo, infatti, non fosse risorto, allora ci sarebbero stati motivi per dubitare. La Resurrezione è in un certo senso conferma di tutto quanto da Lui fatto nella Sua vita pubblica, anche dei miracoli.

Si può azzardare un po’ e dire che, senza la Resurrezione, anche gli altri miracoli avrebbero perso forza: avrebbe potuto ad esempio prender piede quel che insinuarono i farisei, ossia che Gesù avesse questo potere da Satana (Mt 12, 24).

Quale sarebbe stata la reazione di chi aveva conosciuto Cristo? Gli Apostoli avrebbero perso fiducia e sarebbero rimasti nascosti, i farisei avrebbero manifestato in ogni modo di essere nel giusto quando accusavano che Gesù non era il vero Messia.

Ecco perché il Dragone scrive che la Resurrezione è il “miracolo che offre la base incrollabile della nostra fede”. Senza questa, la nostra fede perderebbe di senso. Lo dice anche San Paolo: “se Cristo non è resuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede” (1Cor 15, 14).

Non è ovviamente possibile fornire prova concreta della Resurrezione, come molti vorrebbero: l’unica sarebbe chiedere un passaggio a Marty McFly sulla sua DeLorean per vivere quei giorni. Fuor di ironia, la realtà della Resurrezione è però indicata da molti elementi a suo favore, come accuratamente spiegato dal C3S qui.

È una delle verità “rivelate”, che “pur non essendo oggetto di dimostrazione razionale, sono comunque oggetto di ‘credibilità’”.

Perché San Pio X insegna che con i miracoli Gesù confermò anche la Sua dottrina?

Questi oltre a dimostrare la Sua divinità, dimostravano anche che la Sua dottrina aveva basi divine.

È un elemento decisivo.

Se non ci fosse stata questa conferma, gli uomini avrebbero fatto fatica a immaginare qualcosa di più di una teoria puramente umana, per quanto pura ed eticamente elevatissima.

La divinità di Cristo, coinvolgendo anche il Suo insegnamento, fa sì che quest’ultimo abbia avuto (ed ha) un impatto diverso su chi lo ha conosciuto (e lo conosce): tutti intuiscono che il comprendere che Chi insegnava era (ed è) Dio, faceva (e fa) sì che il grado di coinvolgimento e autorevolezza attribuitogli fosse ben diverso. Come ci si comporterebbe se a dirci qualcosa fosse un uomo? E se fosse Dio?

Anche qui si conclude con la riflessione del Dragone: “la lettura e la meditazione dei miracoli evangelici ravvivi e confermi la nostra fede nella parola del Maestro divino”

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