Santa Cecilia, Vergine e Martire (II-III secolo)

La vita di santa Cecilia


Introito

(Salmo 118,46-47)

Parlai dei tuoi precetti anche in faccia ai re, senza vergognarmene; meditai i tuoi comandamenti che ho amato sopra ogni cosa.

(Salmo 118,1)

Beato chi è perfetto nel suo cammino, chi procede secondo la legge di Dio.


Epistola

(Ecclesiastico 51,13-17)

Alzai la voce da questa terra e dall’orlo della tomba gridai aiuto, e pregai: “O Signore, mio Padre sei Tu; sì, Tu sei il campione della mia salvezza. Non mi abbandonare nel giorno d’angoscia, nel giorno di rovina e di desolazione. Senza posa loderò il tuo Nome, di te mi ricorderò nella preghiera“. E il Signore ascoltò la mia voce, e porse orecchio alla mia supplica; mi liberò da ogni male e mi salvò nel giorno della sventura. Perciò canto l’inno di lode e di grazie, e benedico il Nome del Signore.


Graduale

(Salmo 44,11; 44,12)

Ascolta e guarda, tendi l’orecchio, o figlia: il Re si è invaghito della tua bellezza.

(Salmo 44,5)

Nello splendore della tua grazia, trionfa avanza con fiducia e regna! Alleluia, alleluia.

(Matteo 25,4; 25,6)

Le cinque vergini prudenti portarono anche l’olio nei vasetti, insieme con le loro lucerne. Ma a mezzanotte si levò un clamore: “Ecco lo sposo! Uscite incontro al Cristo Signore!” Alleluia.


Vangelo

(Matteo 25,1-13)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: ‘Ecco lo sposo, andategli incontro!’ Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: ‘Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono’. Ma le sagge risposero: ‘No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene’. Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: ‘Signore, signore, aprici!’ Ma egli rispose: ‘In verità vi dico: non vi conosco’. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora“.


Meditazione

1.“Ascolta e guarda, tendi l’orecchio, o figlia…” dice il Graduale riprendendo il Salmo 44. Santa Cecilia è la patrona dei musicisti…e l’orecchio è l’organo preposto per ascoltare. Si possono però con le proprie orecchie ascoltare rumori fastidiosi così come si possono ascoltare musiche melodiose.

2.Verso cosa dobbiamo tendere le nostre orecchie? Lo dice stesso il Salmo: al fatto che il Re si è invaghito della bellezza, ovvero all’amore infinito che Dio nutre per ognuno di noi. Un amore a cui bisogna generosamente corrispondere. La più grave stoltezza e la più grave offesa che possiamo fare a Dio è non riconoscere il suono melodioso del suo amore.


Alla Regina dello Splendore

Madre, Tu sei la Regina del Paradiso, ovvero quel luogo dove tutto è stupendamente melodioso. Con Te accanto anch’io mi aprirò al suono melodioso dell’amore del Tuo Divin Figlio. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


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