MESSA DEL GIORNO: San Norberto, Vescovo e Confessore (1075-1134)

Nato nel 1080 in Renania da nobile famiglia, Norberto fu giovane mondano alla corte dell’imperatore Enrico V. Giunse alle soglie della maturità senza quasi essere sfiorato da preoccupazioni spirituali. Ma quando l’Imperatore gli offrì l’investitura a Vescovo di Cambrai, Norberto comprese che non era lecito accettare una dignità religiosa di tale impegno solo perché piaceva ad un potente. Fu così che Norberto capì quale fosse la sua missione: lavorare alla riforma dei costumi ecclesiastici. Lasciò la vita di Corte e decise di entrare in monastero per condurre una vita di penitenza. Ordinato sacerdote, cominciò a predicare passando di città in città. Esortò alla purezza dei costumi, all’obbedienza alle autorità religiose, alla pace, tant’è che si guadagnò l’attributo di “angelo della pace”. Incoraggiato dal Papa, fondò l’Ordine di Prémontré che assunse la Regola di sant’Agostino. L’Ordine ebbe grande successo. San Norberto morì nel 1134.


Introito

(Eccli 45,30)

Il Signore ha stabilito con lui un’alleanza di pace e ne ha fatto un principe: e così durerà per sempre la sua dignità sacerdotale. Alleluia, Alleluia.

(Salmo 131,1)

Ricordati, Signore, di David e di tutta la  pietà sua.


Lettura

(Ecclesiastico 44,16-27; 45,3-20)

Ecco un grande sacerdote, che in quei giorni piacque a Dio e fu trovato giusto; e nel tempo dell’ira fu fatto una riconciliazione. Non si trovò simile a lui, il quale osservò la legge dell’Altissimo. Perciò, con un giuramento, il Signore lo fece crescere in mezzo al suo popolo. Gli ha dato la benedizione di tutte le nazioni e ha confermato la sua alleanza sul suo capo. Lo ha riconosciuto nelle sue benedizioni. Gli ha conservato la sua misericordia; e trovò grazia davanti agli occhi del Signore. Lo glorificò davanti ai re e gli diede una corona di gloria. Fece con lui un patto eterno e gli diede un grande sacerdozio; e lo ha reso benedetto nella gloria. Per eseguire l’ufficio del sacerdozio, per avere lode nel suo nome e per offrirgli un incenso degno per un profumo di dolcezza.


Vangelo 

(Matteo 25,14-23)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Un uomo, andando all’estero, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. E a uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua particolare capacità, e poi si mise in viaggio. E colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò, li scambiò e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo, colui che aveva ricevuto i due ne guadagnò altri due. Ma colui che ne aveva ricevuto uno se ne andò, scavò la terra e vi nascose il denaro del suo padrone. Poi, dopo molto tempo, venne il padrone di quei servi e fece i conti con loro. E colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e portò altri cinque talenti, dicendo: ‘Maestro, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque». Il suo padrone gli disse: ‘Ben fatto, servo buono e fedele; poiché sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; entra nella gioia del tuo padrone.’ E venne anche colui che aveva ricevuto i due talenti e disse: ‘Maestro, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due». Il suo padrone gli disse: ‘Ben fatto, servo buono e fedele; poiché sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; entra nella gioia del tuo padrone.’


Meditazione

1.Sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto…Che cosa ci chiede il Signore? Una cosa molto semplice: trafficare i talenti che da Lui abbiamo ricevuto.

2.Non importa se abbiamo ricevuto tanto o poco, l’importante che restituiamo tutto a Lui. Se si è ricevuto 1 e si restituisce a Dio tutto, nel Regno dei Cieli si è superiori a chi ha ricevuto 10 e non restituisce a Dio tutto ciò che ha ricevuto. Dunque, a noi non resta che essere fedeli “nel poco”, che poi è sempre tanto, in quanto dono.

3.Se faremo questo, avremo autorità su tutto. Perché su tutto? Perché parteciperemo eternamente della regalità universale di Cristo. Quanto folle il Mondo che corre dietro a ciò che è altisonante! E non si accorge che trascurare la fedeltà “nel poco” vuol dire perdere tutto. La ricchezza del Mondo è come un palloncino pieno di aria, basta un nulla per farlo scoppiare e rimanere, delusi, con pochi brandelli fra le dita.


Alla Regina dello Splendore

Madre, fa che sia sempre fedele al Tuo Divin Figlio in tutto.

Fedele nelle piccole cose.

Fedele nella fedeltà quotidiana.

Fedele anche se mi chiederà sempre di fare le stesse identiche e piccole cose.

Madre, conducimi per mano nella fedeltà costante e consolante al Tuo Divin Figlio.

Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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