1.Questo proverbio è molto semplice, anzi fin troppo semplice e scontato. Con il 19 marzo si è ormai in primavera. Il clima è più temperato e la rondine, tornata dalla sua migrazione, si prepara ad accogliere i suoi piccoli.
2.Il nido è costruito tanto dalla rondine maschio quanto dalla rondine femmina. Ma con una sapiente differenza di ruoli: il maschio spesso sceglie il luogo del nido e difende il territorio, la femmina partecipa molto alla modellazione interna e quindi incuba le sue uova. Entrambi nutrono i piccoli. C’è poi una curiosità significativa: molte rondini tornano ogni anno nello stesso nido o nello stesso edificio, poi riattano ciò che c’è da riattare con nuovo fango.
3.Ebbene, la semplicità della scena che evoca questo proverbio è tutt’altro che banale, anzi dovremmo dire che è perfino straordinaria, nel senso letterale del termine, cioè oltre l’ordinario.
4.Gilbert Keith Chesterton, che spesso ci siamo ritrovati a citare, dice che il “mondo del senso comune” è una specie di “mondo fatato”, per la precisione lo definisce “paese delle fate”. Chesterton utilizza questo paradosso per fare capire quanto ciò che noi riteniamo troppo scontato e abitudinario è invece davvero straordinario. La straordinarietà sta nel fatto che i gesti doverosi, quelli che devono susseguirsi costantemente e regolarmente, edificano l’armonia della dedizione e del sacrificio. Cosa che invece i gesti eclatanti non possono fare.
5.Dunque, le rondini, maschio e femmina, costruiscono il nido come custodia per i loro piccoli. E lo fanno proprio quando si festeggia il Custode per eccellenza, il padre putativo di Gesù. Colui che è il modello della santa ordinarietà.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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