Perché è sbagliato definire la Messa solo come “banchetto”?

Dice il Concilio di Trento: “Se qualcuno dirà che il Sacrificio della Messa è solo un Sacrificio di lode e di ringraziamento, o una semplice e commemorazione del sacrificio offerto sulla Croce, e non un sacrificio propiziatorio (…) sia scomunicato.” (Canone 3, DS 1753)

A proposito dell’errore di concepire la Messa come sacrificio e banchetto, addirittura come solo banchetto, Pio XII scrive nella Mediator Dei del 20 novembre 1947: “L’augusto sacrificio dell’altare si conclude con la Comunione del divino convito. Ma, come tutti sanno, per avere l’integrità dello stesso Sacrificio, si richiede soltanto che il sacerdote si nutra del cibo celeste, non che anche il popolo -cosa, del resto, sommamente desiderabile- acceda alla Santa Comunione. Ci piace, a questo proposito, ripetere le considerazioni del Nostro Predecessore Benedetto XIV sulle definizioni del Concilio di Trento: in primo luogo (…) dobbiamo dire che a nessun fedele può venire in mente che le Messe private, nelle quali il solo sacerdote prende l’Eucaristia, perdano perciò il valore del vero, perfetto ed integro Sacrificio istituito da Cristo Signore e siano, quindi, da considerarsi illecite. (…). Si allontanano dunque dal cammino della verità coloro i quali si rifiutano di celebrare se il popolo cristiano non si accosta alla mensa divina; e ancor di più si allontanano quelli che, per sostenere l’assoluta necessità che i fedeli si nutrano del convito Eucaristico insieme col sacerdote, asseriscono capziosamente che non si tratta soltanto di un sacrificio e di un convito di fraterna comunanza, e fanno della Santa Comunione compiuta in comune quasi il culmine di tutta la celebrazione“.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Be the first to comment on "Perché è sbagliato definire la Messa solo come “banchetto”?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*