Prima di tutto bisogna fare una necessaria premessa: credere che non possa esistere una morale laica che sia stabile e non contraddittoria, non vuol dire affermare che non possano esistere atei o agnostici che si comportino bene. Piuttosto bisogna capire una cosa molto importante, ovvero che senza il fondamento ultimo ed immutabile (Dio), qualsiasi costruizione etica non può che essere mutevole e debole e quindi più facilmente manipolabile da interessi contingenti.
I sostenitori della validità della morale laica affermano che anche se il riconoscimento Dio e quindi ndella metafisica, l’uomo riconoscerebbe comunque dei principi fondamentali di pacifica convivenza come il celebre “Non fare agli altri ciò che non vorresti che sia fatto a te“. E’ pur vero però che è proprio questo argomento che ulteriormente complica la questione. Infatti, il volere per gli altri ciò che si vuole è estremamente pericoloso. Un esempio molto elementare: Mario Rossi ha un’idea efficientista della vita, per cui sapere che un giorno potrebbe perdere la possibilità di camminare gli farebbe desiderare di terminare la propria vita, allora ciò significherebbe che se ci fosse qualcuno che ha perso la camminatura e chiedesse a Mario Rossi di aiutarlo a sucidarsi, Mario Rossi non potrebbe dirgli di ‘no’. Esempio, questo, elementare ma molto attuale…s pensi a tutta la questione del cosiddetto suicidio assitito.
Ovviamente il problema non cambiarebbe se dal piano dei desideri individuali si passasse a quelli sociali. Per esempio se si dicesse: la morale non deve fondarsi su ciò che individualmente si ritiene giusto bensì su ciò che convenzionalmente (cioè a livello sociale) si ritiene giusto. Anche in questo caso potremmmo fare un esempio chiarificatore: se in una società si decidesse che è giusto il principio non della reciprocità benì del puro vantaggio, allora bisognerebbe riconoscere che la virtù possa e debba coincidere con l’egoismo soggettivo.
Insomma, i casi sono due (tertium non datur): o la morale si fonda su qualcosa di immutabile oppure è destinata ad essere una convenzione fluida nella Storia. Questa seconda possibilità segna e segnerebbe la morte stessa della morale.
Scrive giustamente il filosofo e bioeticista Tristam H.Engelhardt (1941-2018): “Tutte le morali e le bioetiche secolari diventano più o meno chiaramente narrative morali particolari, socio-storicamente condizionate, che affermano configurazioni particolari di intuizioni morali che si muovono nella dimensione del finito e dell’immanente. La morale laica contemporanea è necessariamente contingente e storicamente condizionata. Tale contingenza ha implicazioni drammatiche riguardo alla forza delle pretese normative avanzate dalla teoria morale contemporanea dominante di stampo secolare su questioni come il significato morale di autonomia, uguaglianza di opportunità, diritti umani, giustizia sociale e dignità umana“.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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