Si può battezzare un bambino senza il volere dei genitori e perché battezzare quando si è ancora bambini?

1.Non si può battezzare un figlio senza il volere dei genitori. La volontà di questi, almeno uno, è vincolante. Sono i genitori che devono chiedere il Battesimo per il proprio figlio e portarlo -come si suol dire- al fonte battesimale. C’è solo un caso in cui è possibile derogare, quando il bambino dovesse incorrere in grave pericolo di vita. Allora sì che si potrebbe battezzare un bambino anche senza il volere dei genitori.

2.Il fatto secondo cui è importante la volontà dei genitori si lega anche ad un’altra questione, quella dell’età del battezzando. Perché è giusto ed anche doveroso far battezzare quanto prima il proprio figlio? Perché è un dovere da parte dei genitori cristiani donare ai figli la vita spirituale immediatamente dopo aver loro donato la vita biologica. Inoltre c’è un’altra questione che è ancora più importante. L’amore genitoriale implica che si voglia il meglio per i propri figli, e il meglio è proprio il Paradiso, senza far rischiare il Limbo. Capiamo che queste cose sembrano fuori tempo. Oggi non le dice quasi nessun prete. Ma, al di là del numero dei convinti, questa è dottrina cattolica definita e non sarà mai superata. Ma come la mettiamo con la libertà di poter autonomamente decidere? Per rispondere facciamo questo esempio: non si attende certo che il bambino dia il suo consenso per impartirgli i fondamenti della buona educazione. Se si volesse attendere, crescerebbe come un selvaggio e sarebbe poi di fatto irrecuperabile. Altra obiezione ancora: sarà poi da adulto a decidere se far tesoro o meno dell’educazione ricevuta dai genitori. Ebbene, in un certo qual modo ciò avviene anche per la Fede donata dal Battesimo: il bambino quando sarà adulto deciderà se confermare o meno. Il sacramento della Cresima si chiama appunto sacramento della Confermazione, perché in quell’occasione si vanno a confermare in piena consapevolezza le promesse battesimali.


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7 Comments on "Si può battezzare un bambino senza il volere dei genitori e perché battezzare quando si è ancora bambini?"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 15 Agosto 2025 at 9:06 | Rispondi

    Ho sempre pensato che se una coppia di genitori (o solo il padre o solo la madre) si professa cristiana e cattolica “deve” non veder l’ora che il proprio bambino appena nato diventi cristiano anche lui. Perciò mi ha sempre stupito il fatto che oggigiorno spesso siano proprio i parroci a invitare i genitori ad aspettare che tra i parrocchiani avvenga un numero di nascite sufficiente a celebrare un’unica cerimonia collettiva di Battesimi.
    Io – dati i tempi che corrono e i pochi bambini che nascono – vedo ogni tanto nella mia parrocchia Battesimi impartiti a bellissimi frugoletti di quasi un anno di età, come è avvenuto per un mio nipotino. Che tristezza!

  2. Giovanni Di Guglielmo | 16 Agosto 2025 at 8:57 | Rispondi

    Questa è solo teologia, inventata dall’uomo. Che a Dio, le cui caratteristiche dovrebbe aver iniziato a comprendere, non interessa minimamente se una persona è battezzata o no,

  3. Carla D'Agostino Ungaretti | 16 Agosto 2025 at 10:07 | Rispondi

    Mi perdoni, caro amico Giovanni, ma che significa “teologia inventata dall’uomo”? Forse non è stato Gesù stesso a dire: “Chi crederà e SARA’ BATTEZZATO sarà salvo; chi non crederà sarà condannato” (Mc 16, 16)? O forse era Gesù, appena Risorto, che si sbagliava? Se crediamo a quelle parole, non dovremmo desiderare con tutto il cuore, noi cattolici, che nostro figlio diventi cristiano il più presto possibile? E non dovrebbero essere i parroci ad esortare in questo senso?

  4. Carla D'Agostino Ungaretti | 16 Agosto 2025 at 10:11 | Rispondi

    Aggiungo: forse sono io che non ho neppure “iniziato a comprendere le caratteristiche di Dio”. Se le cose stanno così, confido che il Prof. Gnerre mi illumini.

    • Gentile amica, il nostro amico, è convinto che il Cristo vero sia quello del suo pensiero non quello della Scrittura e della Tradizione apostolica. Se fosse così, ognuno sarebbe legittimato a costruirsi il suo “Cristo”.

      • È divertente vedere quanto certi cristiani siano convinti, però allo stesso tempo mi fa dispiacere la capacità di pervasione che ha avuto questa buffonata e quanto tedia le menti. Che pena e che imbarazzo.

  5. Carla D'Agostino Ungaretti | 18 Agosto 2025 at 8:26 | Rispondi

    Poiché questo argomento mi interessa molto, mi permetto di insistere nel mio ragionamento.
    Date le nostre premesse sul Sacramento del Battesimo, sono convinta che tutti i reparti di matenità degli ospedali civili e delle cliniche dovrebbero disporre di una cappellina, anche modesta, e di un cappellano pronto ad impartire (ovviamente se richiesto) il Sacramento a ogni nascità. Invece non penso altrettanto del Sacramento della Confermazione che io ricevetti (come usava allora) all’età di 9 anni insieme alla Prima Comunione. Ma se allora ero abbastanza capace di comprendere il significato dell’Eucaristia, non ero assolutamente in grado di capire il significato di “soldato di Cristo”, come si diceva allora. Adesso la Cresima viene impartita 3 o 4 anni più tardi, quando gli adolescenti sono nel pieno della scoperta del mondo e della loro spensieratezza giovanile, perciò penso che questo importante Sacramento, che dovrebbe confermare, rinforzare e rendere inamovibile la nostra Fede, dovrebbe essere ricevuto quando la vita ha già cominciato a darci qualche prova. Comunque, giustamente prima del Matrimonio.
    Grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi.

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