“Paesaggio biellese” di Lorenzo Delleani
1.Due giovani contadine si scorgono da lontano. Osservano il bel paesaggio dove la primavera ha fatto esplodere la natura. Staranno guardando con occhi nuovi ciò che comunque possono osservare ogni giorno, anzi ogni ora.
2.Ma quando si è davanti ad una bellezza c’è sempre una novità. Può essere anche la stessa, identica, ripetitiva bellezza, ma, se è bellezza, essa è sempre nuova.
3.Eppure queste due giovani contadine dovrebbero temere quella natura. Sanno che è la loro fatica, il loro sudore, la causa di quella stanchezza che le farà ritornare a casa sfinite. Eppure non possono non meravigliarsi di quello splendore.
4.L’autore ci fa vedere le protagoniste a malapena. Ma dalla loro postura è facile immaginare che stanno osservando con meraviglia. Ce lo conferma il verde intensissimo. Ce lo conferma una delle due che è accovacciata per cogliere dei freschi fiori da poco sbocciati.
5.Stupirsi dinanzi all’oggetto della propria fatica è una grazia. E’ la benedizione del proprio lavoro. Anche di quello che tira il respiro. Anche di quello che toglie il fiato. Anche di quello che fa desiderare quanto prima il riposo.
6.Ma questo stupore quando è possibile? Solo nella bellezza di convincersi che tutto risponde ad una chiamata, che tutto risponde ad una vocazione, che tutto è un invito di aderire ad un Progetto da riconoscere e a cui corrispondere.
Dio è verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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