Perché Dio -in alcuni casi- potrebbe anche “volere” il male fisico?

del C3S

A Dio ripugna tutto il male, tanto quello morale quanto quello fisico.

Mentre però il male morale è da Lui odiato totalmente, quello fisico no.

Il male morale Dio non lo può volere né direttamente né indirettamente, il male fisico Dio non lo può volere direttamente, ma –dopo il peccato originale- lo potrebbe volere indirettamente (per accidens), cioè come mezzo, per due motivi: Primo,  come conseguenza del peccato. Secondo, come mezzo per ottenere un fine più elevato: il merito, la salvezza dell’anima e la santità.

Kirk Kilgour era un promettente giocatore di Volley che all’età di 28 anni per un incidente sportivo subì una paralisi irrisolvibile. Dopo l’incidente compose questa bellissima preghiera: “Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi, ed Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà. Domandai a Dio che mi desse la salute e realizzare grandi imprese: Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio. Gli domandai la ricchezza per possedere tutto, e mi ha lasciato povero per non essere egoista. Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me, ed Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro. Domandai a Dio tutto per godere la vita, e mi ha lasciato la vita perché io potessi essere contento di tutto. Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà. Le preghiere che non feci furono esaudite. Sii lodato o mio Signore: fra tutti gli uomini nessuno possiede più di quello che ho io!” (in “Avvenire”, del 10 febbraio 2000).

Ma perché Dio potrebbe indirettamente volere il male fisico?  Perché non contraddice la sua creazione avendo creati liberi gli esseri ragionevoli. Perché Egli può trasformare il male in un bene superiore.

Approfondiamo: il male fisico non ripugna totalmente a Dio.  Dal momento che il male fisico è entrato nel mondo in conseguenza del male morale (il peccato originale), il male fisico non ripugna totalmente Dio proprio perché è la conseguenza del peccato, ma non è il peccato. Ciò è tanto vero che Dio stesso lo ha assunto con l’Incarnazione.Se il male fisico fosse il male in quanto tale (cioè il peccato), Dio Padre avrebbe potuto scegliere questo esito per Suo Figlio?

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1 Comment on "Perché Dio -in alcuni casi- potrebbe anche “volere” il male fisico?"

  1. Questa è la spiegazione, pienamente ragionevole, che la teologia cattolica dà di Dio in rapporto al male fisico. Vorrei un chiarimento. Questa spiegazione come si pone di fronte al male fisico dei bambini? Come si concilia, cioè, la spiegazione cristiana del male fisico con la frase del post “il male fisico… non contraddice la sua (di Dio) creazione avendo creati liberi gli esseri ragionevoli”?
    Nel caso dei bambini soggetti a un male fisico non si può parlare di esseri pienamente liberi, in quanto in essi l’esercizio della ragione è ancora in sviluppo.
    Si può allora dire che il male che colpisce gli innocenti sia solo conseguenza del peccato originale, che ha corrotto la natura e il corpo umano? Se infatti eliminiamo nei bambini l’esercizio della libertà e della ragione (elementi connaturati nell’essere umano, ma ancora in uno stato potenziale), come spiegazione resta solo il peccato originale. È corretto?

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