Cosa rispondere a chi dice “A me non importa aspettare in Purgatorio”?

1.San Cesario d’Arles (470-542) diceva che qualcuno può dire di non aver paura del Purgatorio e di volere attendere lì l’entrata in Paradiso. Ebbene, commentava il Santo: Nessuno parli così, fratelli, perché quel fuoco purificatore sarà più insopportabile di tutte le pene che si possono pensare, vedere, provare in questo mondo, specialmente per i peccati mortali più gravi come il sacrilegio, l’omicidio, la sodomia, l’adulterio, la calunnia e la falsa testimonianza, il furto, la superbia, l’invidia, la grande ira, l’ubriachezza con le orge oscene.

2.E quindi san Cesario si premurava di avvertire che un grande peso sulla sofferenza del Purgatorio l’hanno anche i peccati veniali. Essi fanno cumulo e causano una sofferenza indicibile nel Purgatorio. Aggiungeva: Ogni volta che uno prende più cibo o più bevanda di quanto non gli sia necessario, o quando uno parla più di quel che deve o tace più del necessario…è vero che questi peccati non uccidono l’anima, ma la rendono, diceva san Cesario, piena di piaghe e di scabbia. E con tali malattie non si può entrare in Paradiso.


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