Cantare in verità, è altro spirare…
(Rainer Maria Rilke – da I sonetti a Orfeo)
1.Il cantare solitamente è segno di gioia, oppure è il segno di non voler pensare a certi problemi. Non a caso si è soliti dire a chi è affranto: “Canta, che ti passa!” …se fosse così facile… Quando la tristezza sconvolge e sembra opprimere l’animo, non c’è canto che possa risollevare. Né canto intonato, né canto ascoltato.
2.Eppure c’è canto e canto. Meglio: c’è cantare e cantare. C’è il cantare nella menzogna e c’è il cantare nella verità. Il cantare nella menzogna è quando si desidera una gioia solamente per tamponare, per non pensare e per stordirsi. Il cantare nella verità è invece quando non si vuole fuggire dalla realtà e si capisce che nella tristezza e nel dolore c’è la scoperta di un senso; che nessun patire è inutile; che tutto è sotto il controllo di un Padre. Ed è proprio questo “cantare” che dona un altro respiro.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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