“La natura esagera” (Emile Cioran)

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 


Cosa intende Cioran con queste parole?

Intende che la natura a volte s’impone impietosamente? Che sembra quasi opprimere quando trasuda tutto ciò che ha in se stessa?

Oppure Cioran intende anche un’altra cosa? Ovvero che la natura mostra sempre qualcosa di nuovo e in un certo qual modo d’inspiegabile?

Se Cioran intendesse questo, avrebbe ragione. Perché così è.

La natura la possiamo conoscere. Anzi la dobbiamo conoscere. L’intelligenza che Dio ci ha donato c’impone il dovere dell’indagine.

Ma la natura non la possiamo comprendere. Perché non la possiamo mettere nella nostra testa.

E’ troppo esagerata.

E se noi esagerassimo nel crederci “capaci” (nel senso di “capienza”) di esaurirne il mistero, imporremmo un’enorme, anzi “esagerata”, menzogna a noi stessi.

Conferiamo l’esagerazione a chi le spetta per… natura.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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