Per papa Leone XIV cristiani e musulmani credono nello stesso Dio?

Durante il viaggio in Libano nel dicembre 2025, papa Leone XIV si è rivolto a cattolici e musulmani, dicendo così: “(…) la vostra presenza qui, oggi, in questo luogo straordinario in cui i minareti e le campane delle chiese sorgono fianco a fianco, ma tutte si ergono verso il cielo, testimonia la fede incrollabile di questa terra e la indefessa devozione del suo popolo per l’unico Dio. Qui, in questa amata terra, ogni suono di campana, ogni ‘adhàn’, ogni appello alla preghiera si fondono e si levano in un solo inno, non solo per glorificare il misericordioso Creatore del Cielo e della terra, ma anche per elevare una sincera preghiera per il dono divino della pace“.

L’espressione è chiara: “unico Dio”. Espressione inaccettabile, perché il Dio del Cristianesimo non è il Dio dell’Islam e viceversa. Ricordiamo che la dimensione trinitaria non è qualcosa che si aggiunge alla sostanza di Dio, ma è sostanza stessa. Dio, secondo il dato rivelato, non è accidentalmente trinitario, bensì è sostanzialmente trinitario.

Dunque, se si nega la Trinità, Dio non è più lo stesso. Altra cosa sarebbe l’espressione “Dio unico”, che invece potrebbe fare intendere che comunque anche i musulmani sono monoteisti. Ma ciò non eliminerebbe comunque il fatto che non si possa parlare di identità di concezioni di Dio nel Cristianesimo e nell’Islam.


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2 Comments on "Per papa Leone XIV cristiani e musulmani credono nello stesso Dio?"

  1. Pongo una semplice domanda: l’affermazione secondo la quale cristiani e mussulmani credono nello stesso Dio, è eretica?

  2. Giovanni Di Guglielmo | 22 Luglio 2026 at 15:01 | Rispondi

    Professor Gnerre, qui il Papa ripete i concetti delineati nella Dichiarazione Nostra Aetate del Concilio: come cattolici come non accettarli? Del resto, a mio giudizio, non è corretto ritenere che una descrizione teologicamente falsa produca automaticamente un referente diverso. Questa conclusione non è necessaria. Un musulmano può riferirsi all’unico Dio realmente esistente pur avendone, dal punto di vista cristiano, una conoscenza incompleta o erronea. Allo stesso modo, un cristiano può avere idee ingenue, deformate o antropomorfiche su Dio senza per questo adorare necessariamente un’altra divinità. Se invece la rappresentazione di Dio diventa tanto diversa da trasformarlo, per esempio, in una realtà materiale, finita o moralmente malvagia, allora si può discutere se il referente sia ancora lo stesso o soltanto un’entità immaginaria costruita dal credente. Nel caso dell’islam, però, i tratti condivisi — unico Creatore trascendente, Dio di Abramo, misericordioso e giudice — sono sufficientemente centrali, sempre secondo me, ma prendo questi giudizi sempre da Nostra Aetate, da rendere più convincente l’idea del medesimo referente.

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