1.Bisogna distinguere tra capitalismo e legittimità della proprietà privata. Di capitalismi ce ne sono tanti, ma una definizione la possiamo dare. Per capitalismo s’intende il passaggio da un tipo di economia tradizionale ad una di tipo consumistica. In realtà, il capitalismo non è altro che la proprietà privata emancipata da riferimenti sociali, morali e spirituali. E’ ciò che resta della proprietà privata dopo che ad essa sono state tagliate le radici spirituali ed umane. Da ciò si capisce facilmente che mentre il capitalismo è comunque riformabile in quanto cattivo uso della proprietà privata, il comunismo invece non è mai riformabile in quanto negazione totale della proprietà privata.
2.La negatività del capitalismo è proprio nel suo essere solo proprietà privata, senza che a tale proprietà si diano riferimenti sociali. Il capitalismo comincia con il liberalismo economico, con il Codice Napoleonico, a sua volta preceduto dalla Legge le Chapelier del 1791 (abolizione delle corporazioni e degli organi intermedi) e con l’appropriazione dei beni ecclesiastici. C’è una bella espressione che fa capire bene ciò che avvenne nella Rivoluzione francese, ovvero la trasformazione dei beni immobili da beni rappresentati dal denaro a beni rappresentativi del denaro.
3.Non è esistita società in cui la proprietà privata sia stata assente. Basti pensare agli antichi rituali di sepoltura dove accanto al cadavere si mettevano alcuni oggetti posseduti in vita. C’è però chi obietta affermando che ci sarebbero state civiltà che non abbiano conosciuto la proprietà privata. Non è così. Va detto che nell’antichità solo l’uomo, che era realmente considerato tale, aveva il diritto di possedere. Nella civiltà Inca, per esempio, poteva possedere solo l’Imperatore perché solo questi era considerato come uomo nella pienezza.
4.La proprietà privata è presidio di libertà. L’uomo vive in pienezza la sua libertà sociale solo attraverso le cosiddette società naturali: famiglia, municipio, ecc…Questi società permettono al singolo di vivere la sua libertà concretamente in una certa struttura: altrimenti sarebbe solo una libertà astratta. Infatti la libertà sociale si può esercitare solo se si ha il supporto giuridico delle società naturali che fanno da corpi intermedi. E’ del tutto consequenziale che la mancanza di libertà civile faccia sì che lo Stato estenda totalitariamente il suo potere arrivando ad inglobare l’uomo e a strumentalizzarlo. Ora, il fondamento della libertà civile è proprio la proprietà privata. Il fondamento della libertà è l’indipendenza economica. Senza di essa (l’indipendenza economica), non esisterebbe libertà ma solo condizionamento. La libertà è di per sé indivisibile, per cui non si può eliminare la libertà della proprietà senza eliminare altre libertà.
5.La proprietà privata –come tutto d’altronde- si perfeziona con il Cristianesimo. Per il Cristianesimo ogni uomo è soggetto di diritti, per cui ogni uomo ha il diritto alla proprietà. E’ stato il Cristianesimo a determinare un’estensione del diritto alla proprietà. Si pensi al medioevo in cui si era soliti citare una frase che rimarrà famosa nei secoli: ognuno è re a casa sua. Invece il supercapitalismo (che è il capitalismo attuale, una sorta di capitalismo oltre il capitalismo) è una tale concentrazione di proprietà, per cui il potere politico, che dovrebbe naturalmente regolare tale concentrazione, è invece sottomesso a questa. La proprietà privata è garanzia di libertà, per cui più è diffusa, più diffusa è la libertà. Il pericolo del capitalismo si può evitare unicamente con la valorizzazione delle società naturali che fanno da corpi intermedi. Criticare opportunamente il capitalismo non vuol dire che tutti debbano possedere in egual misura, piuttosto che ci sono dei beni inalienabili che non possono essere ridotti a merce. Insomma, proprio il contrario di ciò che avvenne con la Rivoluzione francese, ovvero la trasformazione dei beni immobili da beni rappresentati dal denaro a beni rappresentativi del denaro.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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