Perché il dono della Sapienza non solo fa giudicare le realtà divine ma le fa anche assaporare?

1.Il  motivo per cui il dono della Sapienza non solo fa giudicare ma anche assaporare le realtà divine sta nel fatto che quando si conosce veramente Dio non si può mai rimanere su un piano puramente conoscitivo. Dio non è un’ “idea”, bensì una persona e, a contatto con Essa, scaturisce l’amore.

2.E’ questo il motivo per cui i Santi Dottori, studiando Dio, non solo hanno avvertito crescere il loro amore per il Signore, ma si sono sempre inebriati di dolcezza e di gusto. E pertanto non si sono mai capacitati di spiegarsi come mai da parte di molti non si capisca quanto sia bello “studiare” Dio e le sue cose.

3.E’ risaputo che san Tommaso d’Aquino soleva studiare e scrivere dinanzi al santissimo Sacramento. Molti dicono ch’era per prendere lumi, cioè per farsi ispirare dal Signore e così rendere più facile e più efficace il proprio studio. Sì, era anche per questo, ma quasi sicuramente c’era anche dell’altro, ovvero per evitare che quello studio si riducesse a puro esercizio intellettuale e non fosse sostanziato dall’amore e dall’invocazione della presenza di Dio.

4.San Bernardo dice che il dono della Sapienza è “una saporosa cognizione delle cose divine“. E san Bonaventura utilizza questo esempio: un conto è sapere che il miele è dolce, altro è assaporare la dolcezza del miele.


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