Il Salmo 118 dice: “Felici gli uomini di condotta integra, che vivono la legge del Signore“. Dunque la condotta integra e la legge del Signore procurano felicità.
Per capire perché ciò avviene bisogna partire dal concetto autentico di felicità. Essa (la felicità) non è assenza di sofferenza, perché questa (la sofferenza) è -ahinoi- ineliminabile dalla vita. La felicità è piuttosto assenza di disperazione, ovvero si ottiene con la capacità di dare un senso risolutivo alla sofferenza stessa.
Perché questo accada, l’uomo deve saper dominare le sue passioni. Nel caso specifico quella passione disordinata che spingerebbe a ribellarsi dinanzi al dolore. L’uomo che sa dominare se stesso con la temperanza; e lo riesce a fare abitualmente nella sua quotidianità, si allena anche a dominare se stesso sulle grandi questioni della vita, evitando pertanto ogni disperazione.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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