1.Il pensiero di Kant ha ispirato gran parte della deriva della teologia cattolica contemporanea. Almeno due elementi vanno ricordati: il sentimentalismo religioso e la non oggettività del peccato.
2.Il sentimentalismo religioso, cioè la riduzione della religione ad esperienza. Con la distruzione della metafisica, viene ovviamente distrutto il principio del vero; pertanto non è più la verità a dover garantire l’esperienza di vita, ma il contrario. Kant, afferma che la verità dell’essere (noumeno) non si può conoscere, bensì sarebbe possibile solo conoscere la realtà come appare all’intelletto (fenomeno). E così, nella Dialettica trascendentale, Kant parla di Dio non come realtà evidente, bensì come questione “problematica”. L’approccio, pertanto, non è più di oggettivo riconoscimento di Dio, bensì di soggettiva rielaborazione. Dunque, la fede non può essere più assenso dell’intelletto alle verità rivelate come afferma la Verità Cattolica, bensì solo un sentire Dio.
3.La non oggettività del peccato, cioè la valutazione del peccato nell’ambito della situazione conoscitiva personale. Dal momento che l’uomo può conoscere solo il fenomeno e mai il noumeno, cioè l’uomo non può mai conoscere la verità in sé, ma solo come essa appare, allora anche la legge morale conoscibile può essere legata solo alle condizioni trascendentali della propria conoscenza. Dunque, non possono più esistere assoluti morali, perché la legge morale deve adattarsi sempre alle singole situazioni.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Good
E’ la teologia che si deve adeguare alla ragione, non il contrario. Tenga sempre presente che la ragione è dono di Dio, la teologia “dono” di uomini.