L’esperienza mistica non solo può, ma deve essere vissuta anche tra le faccende del mondo. Per almeno due motivi: perché si lega alla chiamata universale alla santità e perché ogni cristiano deve essere lievito nel mondo.
- Primo motivo: si lega alla chiamata universale alla santità. Tutti sono chiamati a divenire santi e a raggiungere -se ci si riesce- le vette della Vita di Grazia. Ora, va da sé che non tutti sono chiamati da Dio ad allontanarsi dal mondo. Anzi, la maggior parte è chiamata a vivere nel mondo. Pertanto, se l’esperienza mistica non fosse vivibile nel mondo, si dovrebbe concludere che questa spetterebbe solo ad alcuni e non a tutti.
- Secondo motivo: ogni cristiano deve essere adeguatamente lievito nel mondo. Ogni cristiano è tenuto ad essere segno della presenza e della salvezza di Cristo in ogni luogo. Quindi, in ogni situazione lecita, si può e si deve vivere cercando di raggiungere le vette della Vita di Grazia.
San Francesco di Sales scrive nell’Introduzione alla sua celebre opera Filotea: “(…) come le conchiglie dette madreperle vivono nel mare senza prendere una goccia d’acqua marina, e come verso le isole Chelidonie si trovano in mezzo al mare fontane d’acqua dolcissima, e come i pirausti volano dentro al fuoco senza bruciarsi le ali, così può un’anima energica e costante vivere nel mondo senza imbeversi di umori mondani, può trovare sorgenti di dolce pietà tra le onde amare del secolo, può volare nelle fiamme delle concupiscenze terrene senza lasciarvi le ali dei santi desideri della vita devota”.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Giusto, peccato però che nella sua Storia la Chiesa ha sempre perseguitato i mistici (gli gnostici, Meister Eckart, Giordano Bruno, Ernesto Buonaiuti, ecc. ecc.)
A prescindere dal metodo usato dalla Chiesa per perseguitare gli gnostici citati (metodo che non tocca certo a me giudicare) resta il fatto, secondo me, che quei “perseguitati” sono caduti nel peccato di superbia dando troppo retta al loro “IO” che all’insegnamento della Chiesa. E la superbia è il peccato di Lucifero. Ma poi, naturalmente, l’ultima parola spetta solo a Dio.