La famiglia patisce davvero una profonda crisi economica?
Certamente, non si può negare. La povertà è in aumento…e ormai uno stipendio non basta più. Una volta si sperava che vi fosse almeno un lavoro, adesso no. Ebbene, non solo spesso questo lavoro non c’è, ma anche se vi fosse, potrebbe essere insufficiente per mandare avanti una famiglia.
Solo congiunture economiche o c’è dell’altro?
Pensiamo ci possa essere dell’altro. Si è voluto imporre un nuovo modello di famiglia che andasse a sostituire quello che reggeva almeno fino agli anni ’60, ovvero il modello tradizionale: marito a lavoro e madre a casa. Ovviamente qui non si vuole far riferimento a tutte quelle mamme che volontariamente desiderino coniugare lavoro e maternità, quanto a quelle mamme (e sono tante) che, anche se desiderano restare a casa, non possono rinunciare al lavoro (molto spesso lavori saltuari, con turni innaturali e sottopagati) per potersi dedicare h24 alla famiglia.
Perché allora non si pensa a sostanziosi interventi economici?
È ovvio che una soluzione sarebbe quella o di aumentare lo stipendio di una famiglia monoreddito (potrebbero essere sufficienti aumenti consistenti degli assegni familiari), oppure pensare ad un salario per la donna che decidesse di fare casalinga. Ma si tratta di soluzioni che andrebbero palesemente contro gli orientamenti ideologici del tempo, prima fra tutti l’ideologia di genere che cerca di combattere i cosiddetti stereotipi di genere; ma anche contro ciò che si è voluto imporre non da adesso, né da poco, ma da ormai molto tempo.
Si può allora parlare di un odio “filosofico” nei confronti della famiglia?
Sembra di sì. Tra le istanze ideologiche che si sono succedute nel corso degli ultimi secoli, nel tentativo di distruggere la società naturale e cristiana, vi è stato e vi è un odio profondo nei confronti della famiglia. Un odio che si esprime non sempre in un attacco frontale (anche questo), quanto spesso in tentativi più o meno espliciti per distruggere terreno e radici su cui l’istituto familiare possa reggersi. Il motivo? E’ presto detto. La famiglia dà fastidio su due piani: su quello economico e su quello antropologico o (se si preferisce) esistenziale.
Perché la famiglia dà fastidio sul piano economico?
La famiglia (ancor più se è numerosa) è un freno all’instaurarsi e consolidarsi della società dei consumi. Si sa che un single può consumare, cioè spendere, molto più di un gruppo familiare. E’ vero che oggi molti (ci riferiamo ai potentati che contano) stanno rivedendo un certo modello di civiltà dei consumi per conseguenze che non avevano previsto, fra questi la questione delle produzioni non eco-compatibili, ma è pur vero che i modelli di economia circolare, che si propongono come alternativa, troverebbero comunque nella famiglia un ostacolo per consolidarsi. La famiglia esige, infatti, la proprietà dei beni ed è certamente meno disposta a facilitarne lo scambio e l’alienabilità.
Perché la famiglia dà fastidio sul piano antropologico?
Ne parlammo già tempo fa (clicca qui). La famiglia è il luogo del mistero e del bisogno. E’ il luogo in cui l’uomo sperimenta la sua non autosufficienza; in cui è inevitabilmente ricondotto alla dipendenza. Tutte cose che stanno al delirio antropocentrico moderno…come i cavoli a merenda.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Completamente d’accordo. Quando la donna si renderà conto che è stata ingannata?
Seri studiorum, direbbe Orazio. Adesso ve ne accorgete? Sono almeno trent’anni che uno stipendio non basta più!
È vero, purtroppo, è vero. Cosa fare però?