SOSTA: Il cristiano può lamentarsi?

A questo interrogativo facciamo rispondere san Luigi Grignon de Monfort, il quale nel suo Lettera agli amici della Croce distingue tre tipi di lamentele e dice:

Non lamentatevi mai deliberatamente e non mormorate delle creature di cui il Signore si serve per affliggervi. Distinguete, perciò, tre specie di lamentele di fronte alla sofferenza.

  • La prima è involontaria e naturale: quella del corpo che geme, sospira, si duole, piange e si lamenta. In tal caso non vi è nessuna colpa se nella sua parte superiore l’anima è rassegnata al volere di Dio.
  • La seconda è ragionevole: avviene quando ci si lamenta e si manifesta il proprio male a coloro che possono portare rimedio, come, ad esempio, al superiore o al medico. E’ una lamentela che può essere un’imperfezione se vi si ricorre con troppa facilità, ma che non costituisce peccato.
  • La terza è colpevole: quando ci si lamenta del prossimo o per scaricarsi del male che ci procura, o per vendicarsi; e quando ancora ci si lamenta del proprio male volontariamente, aggiungendo impazienza e mormorazione.

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1 Comment on "SOSTA: Il cristiano può lamentarsi?"

  1. Giancarlo Cotticelli | 21 Maggio 2024 at 11:56 | Rispondi

    Grazie sempre per insegnarci a crescere e migliorare

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