Secondo la filosofia naturale e cristiana, e in particolare secondo la tradizione tomista, la legge naturale può essere definita come: la partecipazione della creatura razionale alla legge eterna di Dio, mediante la quale l’uomo, attraverso la propria ragione, riconosce i principi fondamentali del bene da compiere e del male da evitare.
San Tommaso d’Aquino così si esprime: “lex naturalis nihil aliud est quam participatio legis aeternae in rationali creatura”, cioè “la legge naturale non è altro che la partecipazione della legge eterna nella creatura razionale” (Summa Theologiae, I-II, q. 91, a. 2).
In parole semplici qual é la differenza tra legge eterna e legge naturale?
- Legge eterna: è l’ordine stabilito da Dio con cui Egli governa e dirige tutta la creazione verso il suo fine.
- Legge naturale: è quella parte della legge eterna che l’uomo può conoscere con la propria ragione e che gli indica il bene da fare e il male da evitare.
Un esempio semplice: Dio stabilisce nell’ordine eterno che la vita umana innocente debba essere rispettata (legge eterna); l’uomo, usando rettamente la ragione, comprende che non si deve uccidere l’innocente (legge naturale). Insomma, la legge eterna è in Dio; la legge naturale è la legge eterna conosciuta e partecipata dall’uomo mediante la ragione.
Il primo principio della legge naturale è: “Il bene è da farsi e da perseguirsi, il male è da evitarsi” (bonum est faciendum et prosequendum, et malum vitandum). Da questo derivano i precetti fondamentali conformi alle inclinazioni naturali dell’uomo: conservare la vita, generare ed educare la prole, ricercare la verità — soprattutto riguardo a Dio — e vivere rettamente nella società.
Un punto importante: naturale non significa istintiva o spontanea. La legge naturale è propriamente razionale: l’uomo, considerando la propria natura e i suoi fini, può conoscere con la ragione ciò che oggettivamente è bene e ciò che oggettivamente è male.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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