Come operò davvero l’Inquisizione medioevale?

1.L’Inquisizione nacque nel XII secolo, ma poi si svilupperà e diventerà sempre più protagonista nel corso dei secoli successivi. Perché nel XII secolo? Perché allora vi fu un fenomeno eretico a cui è legata la nascita dell’Inquisizione, il Catarismo. Procediamo con ordine.

2.Per capire il conflitto tra Cattolicesimo e Catarismo, bisogna tener presente una cosa molto importante, e cioè che nella società cosiddetta “premoderna” eresia e sovversione politica coincidevano. Non nel senso che la civiltà medioevale si fondasse su una identificazione teocratica del potere religioso con quello politico e viceversa (anzi, da questo punto di vista, va detto che il Medioevo rifiutò, a differenza di quanto si pensi, qualsiasi deriva teocratica), ma nel senso che questa civiltà, basandosi su un principio di distinzione e non di separazione dei poteri, considerava necessaria la collaborazione tra Impero e Chiesa, tra politica e religione. In tal modo, tutto ciò che andava a compromettere l’integrità del Cristianesimo veniva visto come una minaccia anche per l’integrità dell’organizzazione dello Stato.

3.Prima del Mille erano nate numerose eresie, ma piccole, circoscritte, con un seguito –diremmo oggi- limitato; nessuna, insomma, veramente di massa. Il Catarismo, invece, fu eresia di massa. I catari si presentavano con diversi nomi (non solo “catari” ma anche “albigesi”, “pauliciani”, “bogomili”, “bulgari” e altri ancora), ma tutti erano accomunati dalle stesse credenze, che si presentavano in questa successione logica:

  • L’esistenza di due divinità. Una buona, creatrice delle realtà spirituali; l’altra cattiva, creatrice delle realtà materiali.
  • Da ciò scaturiva un’avversione per le realtà materiali, come la natura, il corpo, ecc. Pertanto, il mettere al mondo figli era considerato un peccato gravissimo, in quanto si dava possibilità alla divinità cattiva di continuare ad imprigionare lo spirito nella materia.
  • Di conseguenza i catari propagandavano la legittimità di qualsiasi perversione sessuale, purché infeconda.

4.I Catari avevano un unico sacramento (il consolamentum), che poteva essere ricevuto una sola volta nella vita. Se si fosse peccato dopo averlo ricevuto, la perdizione era certa. Proprio perchè il consolamentum poteva essere praticato una sola volta nella vita, molti decidevano di suicidarsi con la pratica dell’endura: i malati venivano soffocati con un fazzoletto, mentre i bambini venivano lasciati senza cibo. I catari si distinguevano in perfetti ed in semplici credenti. I primi non mangiavano carne, uova, latte e tutto ciò che fosse frutto di procreazione. Gli altri potevano abbandonarsi a qualsiasi nefandezza.

5.Veniamo adesso ai fatti. prendiamo in considerazione soprattutto la situazione francese (la cosiddetta Crociata contro gli albigesi) perché fu da qui che si ebbe l’imput per la nascita dell’Inquisizione.

  • Nel 1017 Orleans fu quasi interamente conquistata al Catarismo dalla predicazione di una donna italiana. Gli eretici inviarono loro missionari in tutta la Francia e fu così che il re Roberto il Pio, Guglielmo, conte d’Aquitania, e lo stesso imperatore Enrico III decisero di colpirli duramente. Si badi che questi potenti non erano preoccupati del Catarismo per motivi di fede (si dice che il conte Guglielmo fosse un convinto “mangiapreti” e perfino sostenitore della simonia), quanto per motivi sociali: i catari non riconoscevano il giuramento (tutta la società medievale si basava sul giuramento), ammettevano, come abbiamo già detto, la sodomia, il suicidio, ecc.
  • Però, dinanzi a questi duri interventi militari, i predicatori cristiani cercarono di intervenire. San Bernardo di Chiaravalle andava dicendo: “Si convincano gli eretici con gli argomenti, non con le armi”.
  • Va detto inoltre che non era solo il potere politico a “cacciare” il cataro; anche il popolo, molto spesso esasperato da un’eresia che strappava i figli ai padri, utilizzava la mano pesante. Pertanto bisognava evitare che il potere politico continuasse a gestire strumentalmente la lotta all’eresia. Nei linciaggi popolari, poi, poteva capitarci chiunque, anche colui che veniva ingiustamente sospettato. Solo la Chiesa poteva veramente individuare chi fosse eretico e chi no. Fu così che nel 1139, papa Innocenzo II, al Concilio Laterano, proclamò il principio secondo cui doveva essere la Chiesa ad individuare le eresie. Nasce l’Inquisizione, che prevedeva l’investigazione d’ufficio e che nacque a garanzia dell’eretico.
  • Dapprima l’Inquisizione venne affidata ai vescovi (inquisizione episcopale). Ma vi furono dei problemi: molti vescovi avevano dei parenti eretici, per cui cercavano di chiudere un occhio.
  • All’Inquisizione episcopale seguì l’inquisizione legatizia. Si affiancò al vescovo un legato pontificio, che doveva rispondere direttamente al Papa. Ma anche questa iniziativa fallì. Furono soprattutto i signori feudali a mal gradire sui loro territori la presenza d’un legato pontificio.
  • Fu così che nacque l’inquisizione monastica. San Domenico di Guzman (collaboratore dell’Inquisizione e scampato a diversi attentati) fondò un ordine colto, povero e dedito alla predicazione itinerante, i Domenicani, a cui fu affidata l’Inquisizione. A loro furono poi affiancati i Francescani.

5.Per finire, due piccole grandi notizie per capire quanto sia stata strumentalizzata la Crociata contro gli albigesi. Questa non cominciò per un capriccio, ma per un fatto molto grave, l’assassinio dei legati papali ad Avignone; in un clima in cui gli eretici continuamente tendevano agguati agli inquisitori, e di questi parecchi finivano trucidati. Lo stesso san Domenico rischiò più volte la pelle.  L’altra notizia è legata a ciò che è scritto su molti libri di scuola (soprattutto francesi), e cioè che Arnaldo Almarico (legato di Innocenzo III), non essendogli facile distinguere tra albigesi e non, avrebbe detto cinicamente: “Uccideteli tutti; Dio riconoscerà i suoi”. Ebbene, si tratta di un grande falso, inventato da Cesario di Heisterbach nel suo Libro dei Miracoli, una sessantina di anni dopo. La cosa è nota agli storici fin dal secolo scorso, ma continua ad essere ricordato ai nostri figli. Lo storico americano Henry C. Lea, per giunta solitamente duro nei confronti di questa istituzione, ha scritto: “Qualunque orrore possano ispirarci i mezzi impiegati per combatterli, quale che sia la pietà che dobbiamo provare per quelli che morirono vittime delle loro convinzioni, riconosciamo senza esitare che la causa dell’ortodossia non era altro che quella della civiltà e del progresso. Se il catarismo fosse divenuto dominante o soltanto uguale al cattolicesimo, non si può dubitare che la sua influenza sarebbe stata disastrosa”.

6.Come procedeva l’Inquisizione medioevale? Un grande falso storico, qual è il famosissimo romanzo di Umberto Eco Il Nome della Rosa (ma ancor di più la sua riduzione cinematografica), presenta l’Inquisizione medievale con caratteristiche a dir poco criminali. E invece il funzionamento dell’Inquisizione medievale avveniva secondo precisi passaggi e secondo il rispetto di regole altrettanto precise.

  • Prima di tutto, l’inquisitore arrivava in città e, dopo aver presentato le sue credenziali tanto al vescovo quanto al signore locale, chiedeva alle autorità di aiutarlo nella lotta all’eresia. Questa richiesta (in realtà una vera e propria ingiunzione) era accompagnata da minacce di scomunica. Il che fa pensare che non sempre questi inquisitori trovassero autorità disposte ad aiutarli.
  • Fatto questo, l’inquisitore invitava gli abitanti della città ad una specie di “sermone”, in cui esponeva solennemente le verità fondamentali della Fede e denunciava, confutandoli, gli errori degli eretici.
  • Veniva quindi stabilito un tempo –detto “tempo di grazia”- durante il quale gli eretici potevano presentarsi all’inquisitore per essere assolti dai loro errori ed essere riconciliati con la Chiesa. Coloro che non si fossero presentati, sarebbero caduti sotto le pene dell’Inquisizione.
  • La ricerca veniva fatta d’ufficio, nel senso che ci si muoveva indipendentemente dalla denuncia. Si invitavano i presunti eretici a chiarire la loro posizione dinanzi all’inquisitore; se non si presentavano, venivano dichiarati contumaci e condannati alle pene previste.
  • L’inquisitore non poteva agire a capriccio personale, ma era tenuto ad attenersi scrupolosamente alle norme giuridiche; in caso contrario, si sarebbe esposto al ricorso al Papa, ricorso a cui aveva sempre diritto l’inquisito (tutti gli inquisiti, senza distinzioni), in ogni fase del procedimento.
  • A dimostrazione del fatto che il giudice non poteva fare quello che voleva, doveva sempre essere affiancato da un notaio che era lì a verbalizzare tutto ciò che accadeva. Aveva inoltre l’obbligo di chiedere la collaborazione di interpreti (se gli imputati erano stranieri), di traduttori (se si trattava di libri sospetti), di esperti di religione ebraica o musulmana; perché, se l’Inquisizione aveva il diritto di intervenire solo sui cristiani, certi aspetti dell’Ebraismo e dell’Islam potevano essere confusi per eresie.
  • Si era scrupolosi anche sull’età. L’inquisitore non doveva essere inesperto, ma avere almeno quarant’anni. Doveva essere competente in utroque iure (cioè tanto in diritto comune quanto in quello canonico); doveva essere persona integerrima e non si dovevano avere sospetti di inimicizie passate nei confronti dell’imputato, altrimenti quest’ultimo avrebbe potuto rifiutare tanto l’inquisitore quanto i testimoni che secondo lui erano prevenuti nei suoi riguardi.
  • A differenza di quanto si fa vedere nei film o si racconta nei romanzi, la sentenza dell’Inquisizione doveva essere preceduta (sempre!) dalla confessione di colpevolezza dell’imputato, anche se sull’imputato convergevano prove schiaccianti.

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1 Comment on "Come operò davvero l’Inquisizione medioevale?"

  1. la favole servono ai bambini e agli uomoni di potere

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