NOVENA DELL’IMMACOLATA – 4 dicembre (sesto giorno)

Dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda ofm.conv (1919-2007)


La vita è una dura battaglia. Ma se si avesse la ventura di combattere agli ordini di un prodigioso capitano, predestinato a vincere tutte le battaglie, il combattere stesso sarebbe una gioia e una gloria. La certezza di vincere rende l’uomo un leone. E’ questa la ventura dell’anima che crede e spera in Maria: le sue battaglie ne galvanizzano tutte le forze perché sa bene che se tra Maria e il dragone infernale c’è inimicizia e lotta furibonda, sa pure che Ella gli schiaccerà il capo!


  1. La Storia è una guerra con tante battaglie. Non si sa quante; e non si sa nemmeno quante saranno le vittorie che arrideranno al Bene e quante al Male. Ma un fatto è certo: la guerra avrà un solo esito e segnerà la definitiva vittoria di Dio sul Serpente infernale.
  2. E questo perché? Perché c’è stata Colei che, con il suo fiat, ha schiacciato la testa al Serpente. Eva, con il suo orgoglio, ha fatto entrare il Serpente nel mondo; Maria (la Nuova Eva), con la sua umiltà, lo ha destinato ad una sicura sconfitta: Ecce ancilla Domini, fiat mihi secondum verbum tuum.  
  3. Dunque, combattere avendo a fianco a Maria, vuol destinarsi ad una vittoria certa.

Dio è Verità, Bontà  e Bellezza

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