Se a parlare secondo il catechismo è un calciatore…

Fabio Pisacane, classe 1986, è un difensore che attualmente milita in seri Be con il Lecce, ma ha giocato per diversi in serie A con la maglia del Cagliari.

Vale la pena parlare di lui. Almeno per due motivi.

Il primo è la forza d’animo di questo atleta che all’età di quattordici anni fu colpito dalla grave malattia di Guillain-Barré, riuscendo a sconfiggerla e a imporsi nel mondo dello sport.

La seconda è perché quando giocava nel Lumezzane rifiutò 50.000 euro per “aggiustare” (come si dice in gergo) un risultato.

Oggi Pisacane gioca in serie A, nel Cagliari.

Ma queste notizie ci interessano relativamente. Ciò che invece riteniamo degno di nota è ciò che Pisacane ha detto a proposito della grave malattia che lo colpì da adolescente: “La malattia è venuta per darmi qualcosa di buono“.

Ecco la vera sapienza: “La malattia è venuta per darmi qualcosa di buono“.

La malattia di per sé è un male; ma Dio, quando la permette, dona sempre la possibilità di poterla vivere cristianamente e di trasformare la prova in un bene superiore.

Questa è la vera sapienza. Questa è la sapienza cristiana.

In un tempo in cui dinanzi al dolore nessuno ha voglia di dare risposte, una frase come questa una risposta la dà… e la dà anche teologicamente precisa.


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