MESSA DEL GIORNO (con meditazione) – Feria Quarta tra l’Ottava della Seconda Domenica di Quaresima

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Introito

(Salmo 26,8-9 e 1)

Il mio cuore Ti parla, la mia faccia Ti cerca: o Signore, io cerco il tuo volto; non mi nascondere la tua faccia. Il Signore è mia luce e mia salvezza; chi ho da temere?


Lettura

(1 Re 17,8-16)

Allora la parola del Signore fu rivolta ad Elia in questi termini: «Àlzati, va’ ad abitare a Sarepta dei Sidoni; io ho ordinato a una vedova di laggiù che ti dia da mangiare». Egli dunque si alzò, e andò a Sarepta; e, quando giunse alla porta della città, c’era una donna vedova, che raccoglieva legna. Egli la chiamò e le disse: «Ti prego, vammi a cercare un po’ d’acqua in un vaso, affinché io beva». E mentre lei andava a prenderla, egli le gridò dietro: «Portami, ti prego, anche un pezzo di pane». Lei rispose: «Com’è vero che vive il Signore, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po’ d’olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo». Elia le disse: «Non temere; va’ e fa’ come hai detto; ma fanne prima una piccola focaccia per me, e portamela; poi ne farai per te e per tuo figlio. Infatti così dice il Signore, Dio d’Israele: La farina nel vaso non si esaurirà e l’olio nel vasetto non calerà, fino al giorno che il Signore manderà la pioggia sulla terra». Quella andò e fece come Elia le aveva detto; lei, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo. La farina nel vaso non si esaurì, e l’olio nel vasetto non calò, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per bocca d’Elia.


Graduale

(Salmo 54,23; 54,17; 54,18; 54,19)

Getta nel Signore il tuo affanno, ed egli ti sosterrà. Io ho invocato il Signore, ed egli ha ascoltato la mia voce, mi ha liberato dagli assalitori.


Vangelo

(Matteo 23,1-12)

Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.


Meditazione

  1. Perché la povera vedova di Sidone ottenne il miracolo di poter avere farina e olio inesauribili?
  2. La risposta è semplice: perché la Provvidenza era venuta da lei attraverso Elia ed ella aveva anteposto Dio ai bisogni suoi e di suo figlio.
  3. Infatti, ella obbedisce ad Elia che le dice di cuocere una focaccia prima per lui e poi per se stessa e per il figliuolo.
  4. Se si mette Dio al primo posto, se ci si preoccupa prima di ogni cosa di conformarsi alla volontà di Dio, tutto nella propria vita si trasformerà in un grande miracolo…e l’ “olio” e la “farina” della propria “dispensa” non si esauriranno mai.

Alla Regina dello Splendore

  1. Madre, aiutami a fare del tuo Divin Figlio ciò che è più importante della mia esistenza.
  2. Rendimi disponibile anche a perdere tutto, ma mai a perdere il tuo Divin Figlio.
  3. Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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