Perché molti dicono: “Prendo la Comunione, ma non avverto nulla”?

1.L’Eucaristia agisce ex opere operato ed ex opere operantis, ovvero ha un’efficacia intrinseca, ma occorrono anche le disposizioni personali di chi la riceve affinché la sua grazia possa fruttificare quanto più possibile nell’anima.

2.Ecco perché può accadere che si riceve la Comunione senza che si avverta nulla e senza che la propria vita cambi. Oggi questo è ancora più diffuso perché molti, mal catechizzati, non sanno più cosa sia l’Eucaristia ed inoltre il modo di riceverla, che banalizza l’accostarvisi fino a tradursi in vere e proprie profanazioni, costituiscono una causa importante di forte diminuzione dell’ex opere operantis.

3.Scrive il cardinale Giovanni Bona nel suo Mistero d’Amore. Meditazione sul culto eucaristico: 

L’Eucaristia ha il potere di preservarci dal peccato, aumentarci la Grazia, infonderci il distacco dalle cose terrene, elevarci il cuore ad amare le cose divine, illuminarci l’intelligenza, suscitarci sentimenti devoti, donarci la purezza dell’anima e del corpo nonché la pace della coscienza, elargendoci infine anche la gioia e l’unione fedele con Dio. Molti sacerdoti, anche dopo la celebrazione frequente, non godono però di tali meraviglie, e il profeta Aggeo li riprende dicendo: ‘Avete mangiato, ma non tanto da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino ad inebriarsi.’ (Aggeo 1,6). La causa di tutto ciò non deriva dal cibo o dalla bevanda, ma dalla cattiva disposizione di colui che mangia e beve.

Si tenga presente che il cardinale Bona scriveva in un tempo in cui il catechismo veniva ben insegnato e l’Eucaristia si riceveva con tutto il rispetto e la riverenza possibili.

 

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