Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nel suo Pratica di amar Gesù Cristo riporta queste parole del Venerabile Giovanni d’Avila: Non arriva alcun intelletto a comprendere quanto arda questo fuoco nel Cuore di Gesù Cristo. Gli fu comandato che patisse una morte; se gli fosse stato comandato che ne patisse mille, ben aveva amore per patirle tutte. E se ciò che gli fu imposto di patire per tutti gli uomini gli fosse stato imposto per la salvezza di uno solo l’avrebbe fatto per ciascuno come lo fece per tutti. E come stette tre ore in croce, così, se fosse stato necessario starvi sino al giorno del giudizio, aveva amore per eseguirlo (Capitolo 1, paragrafo 14).
Dunque, sono parole che parlano molto chiaro e che ci fanno capire che se sulla faccia della terra ci fossi stato solo io (ognuno la faccia per sé questa riflessione) il Verbo non solo si sarebbe incarnato ugualmente, ma ugualmente avrebbe sofferto ciò che soffrì e avrebbe infine accettato lo strazio della crocifissione. Lo ripetiamo: anche se ci fossi stato solo io.
Questo perché Dio non ama astrattamente, bensì concretamente ed individualmente ogni singola anima. Un’anima per Dio vale quanto tutte le anime messe insieme.
Che responsabilità dunque quando ci permettiamo di dire “no”, cioè quando ci permettiamo di non corrispondere alla sua Redenzione.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

L’insegnamento di S. Alfonso dé Liguori mi richiama alla mente il sacrificio di S. Massimiliano Kolbe e quello di Salvo D’Acquisto, avvenuti in epoca all’incirca contemporanea durante la dominazione nazista. Entrambi hanno offerto la propria vita per salvare quella dei loro fratelli.