1.Il racconto La tempesta di neve di Aleksandr Puskin, scritto nel 1830, narra questa storia. Mar’ja Gravilovna, giovane di famiglia benestante, è innamorata di Vladimir, un giovane ufficiale povero che i genitori di lei non approvano. I due decidono di sposarsi segretamente in una piccola chiesa di campagna. Nella notte stabilita infuria una terribile tempesta di neve. Vladimir parte in slitta pe raggiungere la chiesa, ma smarrisce ripetutamente il sentiero e arriva troppo tardi. Nel frattempo (anche se questo si saprà solo alla fine del racconto) accade qualcosa d’incredibile: un altro giovane ufficiale, Brumin, smarritosi anch’egli durante la tempesta giunge casualmente alla chiesetta. Nell’oscurità, nella confusione, nell’agitazione causata del ritardo, viene scambiato per lo sposo. Forse per un impulso inconsapevole o per superficialità burlesca giovanile, Burmin non chiarisce l’equivoco e si lascia condurre davanti al sacerdote. Il matrimonio viene celebrato perché Mar’ja, frastornata dal ritardo dello sposo, non si accorge dell’errore. Quando però giunge il momento del bacio, la giovane si accorge dello sbaglio e sviene. Burmin decide di fuggire. Mar’ja non rivedrà più Vladimir: egli parte per la guerra dove morirà. Dopo alcuni anni, la giovane conosce Burmin, senza però sapere che si trattasse dell’uomo con cui era accidentalmente sposata. I due s’innamorano. Ma Burmin, prima di dichiararsi, le confessa di non poterla sposare perché, anni prima, durante una terribile tempesta di neve, aveva sposato per scherzo una donna sconosciuta in una sperduta chiesetta di campagna. Mar’ja allora comprende tutto e gli rivela di essere proprio lei quella misteriosa sposa.
2.Al di là della poetica di Puskin che si ferma alla constatazione di quanto l’imprevedibilità costituisca un elemento portante dell’esistere umano…al di là di questo -dicevamo- c’è un elemento che non si può negare, ovvero che anche la più terribile tempesta può essere l’occasione perché trionfi una bellezza.
3.La tempesta è tempesta. Ma mentre la tempesta marina (che pur è la più pericolosa) non cancella nulla perché avviene sulla fluidità delle acque, la tempesta di neve ha una caratteristica particolare: cancella tutti i sentieri, nasconde tutti i punti di riferimento, tutto si fa pericolosamente uniforme…e così diventa impossibile l’orientamento.
4.Eppure, anche quando tutto è cancellato, c’è una trama nascosta che è ancora presente; anzi, che non potrà mai essere cancellata: è la trama della Provvidenza.
5.Una trama, quella della Provvidenza, il cui disegno sarà svelato forse al termine, ma certamente al di là del termine stesso. Come dice san Pio da Pietrelcina: …la vita è come un ricamo visto dalla parte di dietro, ovvero un groviglio incomprensibile di fili; ma quando si sarà con Dio per l’eternità, si vedrà il ricamo dalla parte anteriore e si capirà come a quel groviglio incomprensibile di fili corrispondeva un disegno meraviglioso.
5.D’altronde è così proprio con la neve. Dopo la tempesta, quando tutto si placa e il sole rende abbagliante e luccicante il paesaggio imbiancato, si possono finalmente ammirare i ricami stupendi che la neve, nel suo turbinare impetuoso, ha disegnato utilizzando i rami degli alberi, le creste dei cespugli, le grondaie delle case, i paletti delle staccionate…e così tutto diviene uno spettacolo pieno di splendore.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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