Apologetica con le fiabe: “I musicanti di Brema” (Fratelli Grimm)

Il cattolico Tolkien, famoso autore della trilogia de Il Signore degli anelli, scrive nel suo Le fiabe:  “Il compositore della fiaba si dimostra un sub-creatore riuscito. Egli costruisce un Mondo Secondario in cui la nostra mente può introdursi. In esso, ciò che egli riferisce è vero: in quanto in accordo con le leggi del mondo.” Tolkien ha ragione. La fantasia non è surrealismo. Quest’ultimo nasce dalla pretesa folle di riscrivere il reale, rifiutandone le sue costitutive leggi. La fantasia, invece, è passione per il vero e per il reale. E’ una passione di tale portata che arriva ad offrire di questo vero e di questa realtà una chiave di lettura che possa meglio evidenziarne il mistero. Quale mistero? Il miracolo che rende la realtà un codice attraverso il quale cogliere la presenza continua di Dio e la bellezza della sua Verità. Ecco dunque che si può fare apologetica anche attraverso le fiabe.


La fiaba

C’era una volta un asino che lavorava duramente presso un mugnaio. Un giorno, il mugnaio, ormai vecchio, decise che l’asino era troppo anziano e non poteva più svolgere il suo lavoro, così decise di ucciderlo. L’asino, spaventato, riuscì a scappare e partì verso Brema, sperando di trovare un nuovo impiego come musicante.

Durante il suo cammino, incontrò un cane che, anziano e stanco, si trovava abbandonato e senza lavoro. L’asino gli raccontò la sua storia e il cane, desideroso di libertà e di nuove avventure, decise di unirsi a lui per andare a Brema e diventare musicante.

Continuando il loro viaggio, incontrarono poi un gatto che stava invecchiando e che, ormai, non riusciva più a cacciare come una volta. Anche lui, desideroso di una nuova vita, si unì al gruppetto.

Infine, incontrarono un gallo che, avendo sentito i rumori di guerra e di battaglie, aveva deciso di scappare da casa perché aveva paura di essere ucciso. Anche il gallo si unì a loro, formando così un quartetto di animali desiderosi di cambiare vita.

Arrivati vicino a una casetta di campagna, i quattro animali decisero di fermarsi per riposarsi. Notarono che all’interno c’era una banda di briganti che aveva preso possesso della casa. I briganti erano molto rumorosi e cattivi, e gli animali, spaventati, escogitarono un piano per scacciare gli uomini.

Il gatto salì sul tetto e si mise a miagolare in modo minaccioso. Il cane abbaiava forte, il gallo cantava con forza e l’asino si mise a sbuffare e a calpestare il pavimento con le zampe. La scena divenne così rumorosa e minacciosa che i briganti, spaventati dai rumori e dalle ombre degli animali, si convinsero che ci fosse una banda di fantasmi o di briganti più numerosi di loro. Spaventati, i briganti fuggirono via e lasciarono la casa.

Gli animali, felici di aver scacciato i malviventi, si sistemarono nella casetta e decisero di rimanerci. Ma, in cuor loro, sognavano ancora di andare a Brema, dove volevano diventare veri musicanti e vivere liberi e felici.

Al mattino, gli animali si misero in cammino verso Brema, ma lungo la strada incontrarono un contadino che voleva catturare il gallo perché preoccupato che cantasse troppo e attirasse l’attenzione. Preoccupato, il gallo iniziò a gridare, e i quattro amici decisero di unirsi per aiutarsi a vicenda. Invece di affrontare il contadino, gli animali si avventarono insieme e riuscirono a spaventarlo, facendolo fuggire.

Dopo questa avventura, capirono che non avevano bisogno di andare a Brema per diventare musicanti: erano già felici e liberi insieme. Decisero di vivere nella foresta, dove passarono il resto dei loro giorni, cantando e facendo festa.


Le ragioni della comunità…i torti dell’individualismo

Aristotele lo dice chiaramente: l’uomo è un animale politico, ovvero è per natura fatto per stare in società. L’uomo ha bisogno degli altri. Soprattutto quando la vita non gli arride più, le forze si fanno fievoli, il procedere incerto e la fatica più dura…a maggior ragione c’è bisogno di completarsi nell’altro.

Cosa avrebbe potuto fare l’asino da solo? E cosa il cane, il gatto e il gallo? Niente…se non finire ammazzati. Invece si uniscono e, uniti, riescono a salvare la loro vita.

Quando l’uomo ha dimenticato la ragione del suo esistere? Paradossalmente proprio quando ha pensato di far di se stesso un’ “isola”, una sorta di realtà autosufficiente, distruggendo la famiglia e la dimensione comunitaria. Pensava che con l’individualismo libertario avrebbe potuto guadagnare maggiore spazio, si è invece ritrovato ad essere divorato da tutto. Perfino da se stesso e dai suoi volubili capricci.

L’asino, il cane, il gatto e il gallo, che ormai sembrano non servire più a nulla, riescono ad aver la meglio finanche su briganti armati fino ai denti. L’uomo, che gonfia il petto pensando di essere chissà chi, proprio perché decide di rimanere solo perché crede di non averne bisogno, viene spezzato e spazzato via dalla Storia, dall’Economia, dalla Politica…da tutto.

Quattro animali da buttare via, donano a se stessi una dimora. L’uomo moderno, pensandosi autosufficiente, ha perso tutto, anche la sua dimora…cioè la sua patria.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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