Su una scrivania la calcolatrice non è mai sola. Ma non è sola nemmeno nello zainetto con cui lo studente si reca scuola per affrontare un compito di matematica.
La calcolatrice è bene che ci sia. Fa risparmiare fatica, agevola il lavoro, accelera le operazioni, evita errori di calcolo causati da distrazione e fatica mentale; ma la calcolatrice non può stare da sola. Su una scrivania le fanno certamente compagnia altre cose: un portapenne, dei fogli, dei libri, delle cartelline e quant’altro.
La calcolatrice non potrà fare a meno di un uomo che le inserisca i dati giusti per poter procedere.
E così…guardare una calcolatrice rimanda un affascinate binomio: chiarezza e mistero.
La chiarezza, perché è innegabile che siamo anche costituiti di numeri. Ciò che ci circonda è costituito di numeri, ma anche il nostro corpo: una certa quantità di liquidi, una certa quantità di cellule, ecc…
Ma la realtà non si ferma qui. Il collante di tutto questo -e la ragione dei numeri stessi- è nel Mistero. Un Mistero con la “M” maiuscola, che non è irrazionalità incomprensibile quanto evidenza di un Logos che si può conoscere ma non comprendere, nel senso di poterlo “inserire” totalmente nel proprio pensiero…appunto di esaurirne il mistero.
Fare a meno della calcolatrice, vuol dire abbandonarsi ad una dissolutoria convinzione secondo cui tutto sarebbe caos.
Affidarsi totalmente alla calcolatrice vuol dire credere ingenuamente che tutto sia riducibile a fredde equazioni.
La calcolatrice deve esserci…ma non da sola: accanto a molto altro. Accanto al…Mistero.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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