Due nonni disorientati dinanzi ad un cambiamento che non avrebbero mai previsto. Il loro mondo era caduto. In pochi anni era cambiato tutto. Come era potuto succedere? Occorreva fare qualcosa. D’altronde ogni sacrificio deve essere compiuto per poter donare la cosa più importante. La vecchiaia che rende ingenui, bambini, forse anche un po’ tontoloni, ma che in compenso fa permanere (anzi: ingigantisce) le affezioni a ciò che conta davvero nella vita.
Nonna Luisa si stava guardando allo specchio. Il casco le stava proprio bene; ed era duro-duro, ottimo per evitare ogni pericolo. Nonna Luisa dette anche un pugno sul casco per rendersene conto meglio.
Quando uscì dal bagno con quel casco e per giunta anche con gli occhialoni da sub, al marito, nonno Beppe, per poco non gli veniva un colpo. Gridò: “Aiuto! Un marziano ha rapito mia moglie!” Poi, quando sentì la voce gracchiante della sua amata mogliettina che gli diceva: “Stupido. Non mi riconosci?” si rincuorò, aveva ancora con lui la causa di mille imprecazioni. Tentò di chiedere: “Ma che fai con quel coso lì?”
“Non lo riconosci? E’ un casco!” Disse la donna come se fosse la cosa più naturale del mondo che una vecchina di 84 anni indossasse un casco alla Valentino Rossi. “E lo sai perché ho un casco?” Era passata al contrattacco. Adesso era lei che faceva la domanda al suo giovane marito di 86 anni.
Beppe non rispose, rimase con la bocca aperta pensando “che mi fosse ammattita mia moglie?”
“Adesso te lo dico io: stiamo per iniziare l’Operazione Paradiso!”
“Para-che?”
“Pa-ra-di-so!”
Poi nonna Luisa ritornò in bagno, uscì e porse al marito un bel casco anche per lui, rosso fiammante…e degli occhialoni da sub, naturalmente. “Ce n’è uno anche per te. Perché anche tu sei stato reclutato per l’Operazione Paradiso.”
Sì, Beppe adesso era sicuro: la moglie era proprio impazzita. Ma non aveva il coraggio di dirglielo, d’altronde ogni qual volta aveva deciso di dire qualcosa a Luisa che non fosse di suo gradimento, veniva punito: per cinque giorni pranzo e cena senza lambrusco. E il povero Beppe (tutti lo sapevano al bar) senza lambrusco perdeva tutte le briscole; non gliene andava bene una!
Beppe però non poté fare a meno di chiedere ancora: “ma che significa Operazione Paradiso?”
Allora Luisa lo prese sotto braccio, lo guardò negli occhi, ovviamente con gli occhialoni da sub, e gli spiegò tutto. A che Beppe, che non era una cima in fatto d’intelligenza, iniziò a pensare: “ma che la mia mogliettina sia un genio?” E più la mogliettina spiegava più lui annuiva e stralunava gli occhi e pensava: “ma guarda-guarda che piano. Straordinario! Geniale!” Poi esclamò: “Brava! Ma come hai fatto a pensarci?”
La vecchietta si tolse il casco, ma non gli occhiali da sub, e rispose sospirando: “modestamente.” Poi aggiunse: “Resta però una cosa.”
“Che cosa?” Chiese Beppe.
“Andare e comprare il razzo e tu sai a quale razzo mi riferisco.”
“Ah sì, giusto.” Disse Beppe.
I due scesero in fretta e quando furono per strada tutti li guardavano. I due vecchietti non capivano il perché, ma gli occhiali da sub di nonna Luisa non potevano passare inosservati. Arrivarono ad una rivendita di biciclette (in Emilia ce ne sono tante). Il commerciante quando li vide credeva di sognare, invece era desto e già l’anziana donna gli diceva di voler acquistare un tandem munito di cestino. All’uomo fu difficile rimanere serio, ma quando si accorse che i due matti erano disposti a pagare, non ci pensò su due volte. Anzi, chiese anche più del dovuto.
I due nonni montarono sul tandem e superbamente fecero ritorno a casa.
* * *
Erano le 20,30. Luisa e Beppe si erano tenuti leggerissimi quella sera: un paio di cucchiai di minestra e nulla più. Lambrusco neanche a parlarne. Per la verità, Beppe aveva cercato di convincere la moglie che un vino così poteva essere un ottimo carburante per i pedali, ma non ci fu nulla da fare. Due cucchiai di minestra erano stati decisi e due cucchiai furono.
C’era nebbia, ma i due nonni non si lasciarono intimorire. Indossarono gli occhialoni da sub e poi i caschi. Montarono sul tandem. Sembravano due spaventapasseri in gita per la Valpadana.
“Numero 2, tutto bene?” Chiese nonna Luisa al marito (si erano dati anche dei nome in codice). Lei, ovviamente, era davanti ed era il Numero 1. Beppe, dietro, ed era il Numero 2. “Tutto bene.” Rispose il Numero 2.
Dopo poco, furono dinanzi ad una villetta isolata. Solo una finestra era illuminata. I due vecchi fermarono il tandem, lo poggiarono alla ringhiera e si avvicinarono furtivamente al cancello. Sembrava proprio che conoscessero bene quella casa. C’era silenzio e i due stavano bene attenti a non causare rumori sospetti. All’improvviso a Beppe venne voglia di starnutire; ne partì uno di quelli che svegliano anche i ghiri e a Luisa venne spontaneo dargli una gomitata per farlo stare zitto, ma la gomitata andò dritta-dritta nello stomaco, e allo starnuto che faceva svegliare i ghiri seguì una tosse che sembrava il boato di un vulcano in eruzione. Poi ritornò il silenzio. I due vecchietti si avvicinarono al portone della villetta in punta di piedi. Sembravano due struzzi con casco e occhiali da sub.
Arrivati al portone, nonna Luisa estrasse delle chiavi da un tascone, si girò verso Beppe e gli ordinò: “Numero 2, tu rimani qui a controllare. Ricordati, se dovesse arrivare qualcuno, fai il verso della faina.” Beppe fece sì col capo, ma non aveva la minima idea di come fosse il verso della faina.
La vecchia infilò la chiave nella serratura e aprì il portone lentamente. Non solo i due conoscevano bene la villetta ma ne avevano anche le chiavi. Strano.
Passò qualche minuto. Beppe intanto guardava a destra e a sinistra. Gli sembrava di essere una sentinella di una fortezza solitaria. E se ne sentiva orgoglioso.
Dopo poco il Numero 1 fu di ritorno con una specie di fagotto che teneva accuratamente in braccio, e comunicò: “Numero 2, la prima fase dell’Operazione Paradiso è compiuta. Adesso si passa alla seconda fase.”
L’anziana donna depose il fagotto nel cestino della bici, sempre con molta accortezza. Montarono su e via verso un’altra direzione!
* * *
Erano ormai le 22. Ritornarono in paese. Malgrado la nebbia, c’era un po’ di gente per le strade perché era la notte di Pasqua e in parrocchia stava per iniziare la Veglia. Tutti si giravano guardando quello strano tandem, ma nessuno riconosceva chi fossero quei buffi ciclisti. Anche il tandem si diresse verso la parrocchia.
Arrivati, Luisa e Beppe posteggiarono la bici, presero il fagotto ed entrarono nella chiesa illuminata e già affollata. A Beppe venne d’istinto cercare di togliersi il casco in segno di rispetto, ma un’altra gomitata gli arrivò nello stomaco: “Numero 2, ti ricordi del piano? Il casco non va mai tolto, anche in chiesa. Altrimenti ci riconoscono.” Beppe fece capire di aver capito.
Ma i due, vestiti così, non potevano passare inosservati, per giunta in una chiesa. C’era tra i fedeli chi rideva e chi rimaneva strabiliato. Nessuno li aveva riconosciuti come nonna Luisa e nonno Beppe, ma che fossero due vecchi arrugginiti con casco e occhiali da sub tutti se ne erano accorti.
Nessuno ebbe il coraggio di dire nulla, neanche il prete. E la funzione ebbe iniziò.
Si giunse al momento dell’amministrazione del Battesimo e don Giacomo disse: “Vengano avanti i genitori e i padrini con i bambini.” Si fecero avanti anche i due “argonauti” con il loro fagotto.
Don Giacomo iniziò a preoccuparsi: che bisognasse chiamare i carabinieri? Due matti stavano avvicinandosi.
Arrivati al loro turno, Luisa aprì il fagotto (si trattava di qualcosa avvolto in un piumone) e si scoprì un bambolotto di plastica.
Il Numero 2 disse al Numero 1: “Ma che hai fatto?!”
Il Numero 1 rispose: “Mamma mia, ho sbagliato. Era buio e ho sbagliato!”
Il bambolotto cadde a terra e loro due via! a gambe levate fuori della chiesa.
Se non fosse stata per la solennità del momento, da don Giacomo a tutti si sarebbero levate sonore risate.
* * *
La mattina dopo, questa volta senza caschi e occhialoni da sub, Beppe e Luisa avevano il morale sotto le scarpe. La sconfitta era stata umiliante. Nella loro ingenuità credevano che tutto fosse andato in fumo solo per uno stupido errore.
Intanto nella villetta una bambina di poco più di un anno stava piangendo perché non aveva trovato il suo bambolotto accanto a lei. Arrivò la mamma per rincuorarla: “Gaia, piccola mia, non ti preoccupare. Oggi andremo da nonna Luisa e nonno Beppe e ti regaleranno un altro bambolotto.”
Sopraggiunse anche il papà che aveva sentito tutto. “Dunque si va dai tuoi?” Chiese.
“Eh, almeno oggi.” Rispose la donna.
E l’uomo: “Speriamo che non ricomincino la storia del perché abbiamo deciso di non battezzare ancora Gaia.”
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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