Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia” è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica.
Il bambino mi ha preso la mano e io l’ho tenuta stretta perché mi proteggesse dall’infelicità
(Max Jacob)
Lo abbiamo detto più volte: l’unica felicità possibile qui, su questa terra, è quella che non è non alternativa alla sofferenza, bensì alla disperazione. E il senso alla sofferenza lo può conferire solo la Croce di Cristo.
Perché Gesù ha lodato l’infanzia? Perché ci ha detto che dobbiamo diventare bambini? Certamente perché è proprio del bambino lo stupirsi, il meravigliarsi, dinanzi al mistero della realtà e quindi, da questo, poter scoprire ciò che è il nostro vero posto e la nostra vera condizione: mendicare la presenza di Dio.
Ma forse si può leggere nelle parole di Gesù l’importanza anche un’altra condizione, che ovviamente non esclude la prima. Cioè quella di vedere nel bambino il segno che la vita prosegue perché è giusto che ci sia. In un mondo di morte come il nostro, in cui si legittima il diritto a morire laddove vi fosse un desiderio in proposito, un bambino ci costringe a qualcos’altro. Ci costringe a capire che il mistero della vita s’impone nel suo esserci, ma anche nella sua spensieratezza e allegria.
Vedere un bambino giocare, stringergli la mano, non è solo un’attenzione che diamo a lui, è anche un’attenzione che diamo a noi. E’ un richiamo per ricordare a noi stessi che nella vita c’è sempre un Vero, un Buono ed un Bello da salvare e dinanzi ai quali inginocchiarsi.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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