Perché il Cristianesimo pretende che si arrivi perfino ad amare lo strumento del proprio dolore?

1.Nel film The Passion di Mel Gibson c’è questa scena: Gesù è ormai una maschera di dolore e di sangue per le flagellazioni subite. Gli consegnano la Croce. Egli s’inginocchia dinanzi ad essa e la bacia.

2.Dunque, Gesù bacia il proprio patibolo. Il Cristianesimo esige -anzi possiamo dire: pretende- questo paradosso: baciare lo strumento del propria sofferenza. Ciò si spiega con la scelta che Dio ha fatto: salvare attraverso la sofferenza. Una scelta certamente misteriosa, ma vera, indiscutibile, che non si può negare. E se lo si volesse negare, si nullificherebbe il Cristianesimo stesso.

3.Scrive san Luigi Grignon de Monfort nella sua Lettera agli amici della Croce: Non accogliete mai una croce senza baciarla con umile gratitudine, e se poi la bontà di Dio vi favorisse di una croce un po’ pesante, ringraziatelo in modo speciale e invitate altri a ringraziarlo. Fate come quella povera donna che, dopo aver perso tutti i suoi beni in un processo a lei ingiustamente intentato, fece subito celebrare una Messa con l’offerta dei dieci soldi che le erano rimasti, per ringraziare il Signore della buona sorte che le era capitata.

4.Amare dunque la Croce, baciarla, ringraziare perché c’è…sembrano cose del tutto innaturali. Se ragionassimo solo attraverso la carne (come direbbe san Paolo) saremmo nell’assurdo; ma se invece ragionassimo secondo lo spirito, allora si capirebbe tutto. Si capirebbe che è proprio la Croce di Cristo a rendere tutto intellegibile, tutto ordinato, tutto consolante, nell’opprimente caos del non senso che ci sarebbe se la Croce non ci fosse. Infatti, senza la Croce, non si capirebbe come non disperarsi dinanzi al male.


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1 Comment on "Perché il Cristianesimo pretende che si arrivi perfino ad amare lo strumento del proprio dolore?"

  1. Giovanni Di Guglielmo | 7 Luglio 2025 at 0:35 | Rispondi

    In forma più moderna si può dire che dobbiamo amare il dolore e le situazioni negative della vita perché sono gli strumenti con i quali si può- e si deve- evolvere spiritualmente.
    E spesso siamo proprio noi ad averli scelti…

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