Ci può essere compatibilità tra Cristianesimo e Marxismo?

1.Cosa afferma il Magistero della Chiesa sul Marxismo? Diversi sono i pronunciamenti del Magistero sul punto. Basterebbe però tener presente ciò che Pio XI afferma nella Divini Redemptoris (anno 1937) allorquando dice chiaramente che il socialismo è un errore intrinsecamente perverso. Si tenga presente che le encicliche sono quasi sempre redatte in latino e poi tradotte nelle varie lingue nazionali, per cui l’aggettivo “perverso” vuol dire ciò che non è conferme all’ordine naturale. Nelle parole di Pio XI si faccia anche attenzione all’avverbio “intrinsecamente”.

2.Sempre all’inizio del XX secolo c’è stato un filosofo molto importante, il cui pensiero è stato decisivo per la formazione del cosiddetto cattolicesimo democratico. Si tratta del francese Jacques Maritain (1882-1973). Questi, in Umanesimo integrale ed anche in altre sue opere, fa capire che il marxismo sarebbe una sorta di “cristianesimo impazzito”. Sembra una definizione poco rispettosa e negativa, ma invece non lo è. Secondo Maritain, il marxismo avrebbe in sé delle istanze buone, evangeliche, ma poi è come se avesse deciso di “impazzire” scegliendo una lettura ateistica della realtà. Per cui, andando ad estirpare tale ateismo, si potrebbe recuperare in senso cristiano la struttura del marxismo. Un esempio: un conto è un tumore inoperabile, per cui, se lo si estirpasse, verrebbe meno l’intero organismo; altro invece è una cisti: la si può togliere senza intaccare l’intero organismo.

3.Chi ha ragione il Magistero o il maritenismo-cattolicesimo democratico? La risposta non è difficile. Nel marxismo l’ateismo non è una convinzione accidentale, bensì sostanziale. Lo è perché il marxismo sceglie il materialismo storico. Mentre Hegel, malgrado storicista, può ancora parlare di Dio (anche se in maniera scorretta, cioè in senso monistico e panteistico) perché per lui è lo Spirito a determinare la materia, Marx invece non può più parlare di Dio perché nulla è al di fuori della materia e le idee sarebbero effetto della materia stessa.

4.C’è anche una questione legata al fondamento della carità, nel senso se possa esistere una vera e propria carità senza la metafisica. Il Cristianesimo può affermare l’immutabilità del principio dell’amore del prossimo perché fa uso di un’impostazione metafisica, cioè ritiene che la verità sia al di là della Storia (metastorica) e pertanto rimane in tal senso eterna. Il bene era ieri, è oggi e sarà anche domani; il male era ieri, è oggi e sarà anche domani. Il marxismo, invece, adottando lo storicismo e la dialettica deve calare la verità nella storia identificandola con essa, per cui la morale diviene inevitabilmente mutevole e contraddittoria.

5.Ecco alcune citazioni per capire quanto nel marxismo l’attenzione verso i deboli e i poveri è solo strumentale per il compimento della rivoluzione:

  • Arthur Rosenberg, membro del Comitato Esecutivo della Terza Internazionale, dice: “Marx non si rifece al proletariato, ai suoi bisogni e alle sue sofferenze, alla necessità di liberarlo, per trovare poi, come unica via della salvezza del proletariato, la Rivoluzione. Al contrario, egli camminò proprio all’inverso (…). Nel cercare la possibilità della Rivoluzione, Marx trova il proletariato
  • Uno dei più famosi storici marxisti come Lefebvre scrive: “Il marxismo non arreca un umanitarismo sentimentale e piagnucoloso. Marx non si è chinato sul proletariato perché esso è oppresso, per lamentarsi della sua oppressione (…). Il marxismo non si interessa al proletariato in quanto esso è debole -come le persone ‘caritatevoli’, certi utopisti, ‘paternalisti’, sinceri o no- ma in quanto esso è una forza (…). In una parola, il marxismo vede nel proletariato il suo avvenire e le sue possibilità.

6.Dunque, si può affermare che il marxismo sia una sorta di “metafisica” della rivoluzione. Certamente paradossale, ma vero.  Paradossale, perché il marxismo nel suo storicismo, cioè nel suo affermare che nulla esiste al di fuori della storia, non è un pensiero metafisico. Vero, perché questa definizione (“metafisica della rivoluzione”) coglie bene il fatto che per il marxismo tutto è rivoluzione, tutto si realizza nel procedere dialettico della storia e nulla può esistere al di fuori di esso.


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