SOSTA: Ogni “croce” è un dono per raggiungere il posto che per ognuno è stato assegnato in Paradiso

La croce è un dono per chi il Signore vuole elevare ad un alto grado di lumen gloria. Infatti, se è vero che il Dio cattolico vuole tutti salvi, è anche vero che non tutte le anime sono chiamate allo stesso grado di beatitudine in Paradiso. San Francesco d’Assisi è stato chiamato ad essere san Francesco d’Assisi; e il suo merito è stato nell’aver completamente corrisposto a ciò che Dio voleva da lui. Così è possibile che tante anime non riescano a raggiungere il lumen gloriae stabilito, perché decidono di non corrispondere pienamente o di non corrispondere affatto.

Se queste cose si capissero e si dicessero ancora (purtroppo non si dicono più), tutte le prove che la Provvidenza permette nella vita sarebbero molto più sopportabili. Il Libro della Sapienza (Capitolo 3) parla chiaro: “Sebbene castigati agli occhi degli uomini, la speranza dei giusti è tutta immortalità; e, mortificati con poco, ne avranno gran beneficio. E’ Dio che li ha provati e li ha trovati degni di sé; e li ha passati nel crogiuolo come l’oro, e li ha accettati come olocausto della vittima“.

A queste parole fa eco san Pio da Pietrelcina tratte dal suo Epistolario: “Il Calvario è il monte dei Santi.


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