Io, nel mio piccolo, ho sempre constatato che anche i comunisti più battaglieri, rivoluzionari, integralisti, dogmatici (almeno in Italia) sono sempre stati sensibili al lusso, alle comodità, alla bella vita piena di agi come i comuni mortali e, se hanno potuto, ne hanno approfittato in abbondanza. Basti pensare agli artisti e agli intellettuali in genere. I primi che mi vengono in mente sono l’editore “rivoluzionario” Feltrinelli e il regista Visconti, ricchissimi e comunisti fino al midollo. Se non sbaglio (ma se sbaglio spero che il Prof. Gnerre mi corregga) fu proprio Antonio Gramsci a insegnare che, per prevalere, il partito comunista doveva attirare a sé gli intellettuali.
Io, nel mio piccolo, ho sempre constatato che anche i comunisti più battaglieri, rivoluzionari, integralisti, dogmatici (almeno in Italia) sono sempre stati sensibili al lusso, alle comodità, alla bella vita piena di agi come i comuni mortali e, se hanno potuto, ne hanno approfittato in abbondanza. Basti pensare agli artisti e agli intellettuali in genere. I primi che mi vengono in mente sono l’editore “rivoluzionario” Feltrinelli e il regista Visconti, ricchissimi e comunisti fino al midollo. Se non sbaglio (ma se sbaglio spero che il Prof. Gnerre mi corregga) fu proprio Antonio Gramsci a insegnare che, per prevalere, il partito comunista doveva attirare a sé gli intellettuali.