SCRIVONO PER NOI – Un cane arso vivo ed una umanità allo sbando

di Diego Torre


Un fatto orribile e quasi incomprensibile. In un luogo centralissimo di Palermo un uomo lega ad un palo il cane Aron, un pitbull, e gli dà fuoco. La povera bestia sopravvive all’atto crudele, arriva in clinica in condizioni molto gravi e, nonostante le cure, muore. L’uomo di 46 anni, che gli ha dato fuoco, non nuovo a “stranezze”, senza fissa dimora, è stato denunciato a piede libero, dopo aver preso insulti e dure contestazioni dagli animalisti. Alcuni residenti lamentano la sua importuna presenza in zona dove risiederebbe in un casolare abbandonato. Scatta l’indignazione, partono petizioni e richieste di pene più severe per chi maltratta gli animali; il Comune di Palermo si costituisce parte civile nel processo che verrà.

L’uomo è stato sottoposto a Accertamento Sanitario Obbligatorio, e poi ricoverato in una struttura per pazienti psichiatrici, ma ciò non ha impedito che, a ricovero avvenuto, i carabinieri siano accorsi dietro due segnalazioni che lo indicavano come responsabile di altre uccisioni di animali appena avvenute. Un’autentica psicosi.

A questo punto si fa avanti l’imprenditore salentino Emilio Colaci con la proposta di realizzare un monumento alto 4 metri per ricordare l’uccisione di Aron e tutti gli animali vittime di violenza,  che lui vorrebbe “nella zona dove è avvenuto il delitto [subito ricoperta di fiori, ndr], ma bisogna attendere la valutazione della soprintendenza”. Al suo interno andrebbe la simbologia del progetto «Hora Pacis», con cui l’azienda salentina intende esprimere in opera d’arte il pensiero di Don Tonino Bello, defunto vescovo di Molfetta. «L’opera sarà costituita da due elementi principali – dice l’imprenditore –uno raffigurerà l’amore per gli animali e l’altro un grande orologio da torre». A breve partirà il bando per realizzare l’opera, che avrà il sostegno dell’amministrazione comunale.

All’onore della cronaca sale l’atrocità commessa, non le sue “ragioni profonde”. L’uomo ha motivato il suo gesto con grande forza e convinzione, essendo il cane “un diavolo”, “posseduto”. Ma costui in che condizioni vive? Qual è il suo stato di salute mentale? Questo pare non interessi molto.

Che vi siano persone (umane) che vivono allo sbando spirituale, psicologico, sociale … non ce ne accorgiamo neppure se danno fuoco ai poveri animali! Dell’animale ucciso sì, dell’uomo no! Che il degrado antropologico sia terreno fertile in cui crescono violenti ed assassini …. non ce ne chiediamo le cause più profonde. Lasciamo che internet sia una scuola di violenza per i nostri ragazzi che sempre più formano gang aggressive e violente. Troviamo “liberale” il dilagare di pornografia e pedofilia nella rete, autentiche scuole di sadismo antiumano, ma ci scandalizziamo per la violenza contro gli animali. Innalziamo a loro monumenti ma lasciamo che le madri uccidano i figli col sostegno della legge abortista.

Siamo facili all’indignazione, ma incapaci di seria riflessione, sempre pronti a guardare le ragioni superficiali ma riluttanti a riconoscere che il crollo dell’uomo e della sua dignità vanno di pari passo col misconoscimento della sua  natura sovrannaturale e della sua destinazione ultraterrena. E anche gli animali, come il resto del creato, ne fanno le spese. Ma ancor più ne fanno le spese gli uomini. Basta guardarci intorno.


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