1.Ecco alcune famose critiche alla metafisica classica, quella aristotelico-tomista, che -ricordiamolo- è alla base della filosofia naturale e cristiana.
- Empirismo – David Hume (1711-1776) contesta che concetti come sostanza, causalità e necessità possano essere conosciuti metafisicamente, cioè in maniera oggettiva ed inequivocabile. Per il filosofo scozzese l’uomo può conoscere solo impressioni ed esperienze.
- Kantismo – Immanuel Kant (1724-1804) sostiene che si possano conoscere solo i fenomeni, cioè la realtà così come appare attraverso le forme di conoscenza, ma non la cosa in sé, ovvero l’essere in quanto essere. In tal modo non è possibile dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio, ma anche l’anima e il mondo come totalità.
- Positivismo – Auguste Comte (1798-1856), e successivamente il Neopositivismo, ritengono che si possa conoscere solo ciò che è verificabile attraverso l’esperienza. E così la metafisica viene giudicata priva di valore scientifico.
- Irrazionalismo nietzschiano – Friderich Nietzsche (1844-1900) giudica la metafisica come svalutazione del mondo concreto, che, secondo lui, sarebbe solo un’esplosione di forze caotiche, in favore di un presunto mondo vero, stabile, ordinato ed immutabile.
- Esistenzialismo heideggeriano – Martin Heidegger (1889-1976) critica la metafisica perché avrebbe progressivamente dimenticato la domanda sull’essere, concentrandosi sugli enti e sul loro fondamento.
- Filosofia analitica neopositivista – Autori come Rudolf Carnap (1891-1970) arrivano a considerare molte proposizioni metafisiche non di per sé false, bensì prive di significato, in quanto non verificabili empiricamente.
2. Si può così sintetizzare:
- Metafisica classica: l’intelletto può conoscere la realtà in quanto essere.
- Critica antimetafisica: l’intelletto conosce soltanto ciò che passa attraverso determinate condizioni, strutture o limiti della conoscenza umana.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Immagine prodotta con AI

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