1.E’ necessario fare una premessa: con la definizione di Oltre l’Ermeneutica non si indica una Scuola filosofica precisamente costituita. Piuttosto è un titolo dato ad una serie di tentativi, sviluppatisi soprattutto negli anni ’90 del XX secolo, per superare alcuni esiti a cui inevitabilmente giungeva l’Ermeneutica. Soprattutto gli esiti del nichilismo, del relativismo e della convinzione che tutto fosse interpretazione.
2.Oltre l’Ermeneutica si pone soprattutto una domanda: se tutto è interpretazione, deve pur esserci un oggetto da interpretare? Dunque qualcosa di oggettivo deve comunque esserci.
3.Si può fare questo esempio. Immaginiamo un albero. L’Ermeneutica dice: ognuno vede l’albero da una sua prospettiva; e quindi ci sono solo interpretazioni dell’albero. Ma Oltre l’Ermeneutica obietta: se non ci fosse realmente l’albero che cosa starebbero intepretando gli uomini con le loro prospettive? Insomma, secondo l’Oltre l’Ermeneutica l’interpretazione presuppone sempre qualcosa che non è prodotto dell’interpretazione.
4.Si possono almeno individuare tre grandi direzioni attraverso le quali l’Oltre l’Ermeneutica cerca di superare i limiti dell’Ermeneutica.
- Un’ermenutica che recupera la verità. E’ la direzione soprattutto rappresentata da Luigi Pareyson (1918-1991) e Paul Ricoeur (1913-2005). Questi affermano che la verità può essere inesauribile senza però ritenerla necessariamente relativa. Insomma, l’interpretazione non crea aribitrariamente la verità.
- La ricerca dei limiti dell’interpretazione. Qui si distingue soprattutto Umberto Eco (1932-2016), il qaule afferma che anche se tutto richiede interpretazione, questo non vuol dire che ogni interpretazione sia ugualmente valida. L’oggetto interpretato pone dei limiti. Un testo, per esempio, può ammettere diverse le letture, ma non può significare qualsiasi cosa.
- Il ritorno della realtà e il nuovo realismo. Si tratta del superamento più netto dell’Ermenutica ed è soprattutto rapppresentato dal pensiero di Maurizio Ferraris (1956). Il principio è: la realtà esiste indipendetmente dalle nostre interpretazioni. Non è la realtà ad essere il prodotto dell’interpretazione.
5.Se queste tre direzioni tendono a diminuire la radicalizzazione dell’Ermeneutica, se ne può individuare una quarta che va però in senso opposto, radicalizzando in senso ancora più nichilistico l’Ermenutica, ed è il pensiero dfi Gianni Vattimo (1936-2023) e la sua teoria del pensiero debole.
6.Come dunque giudicare l’Oltre l’Ermenutica?
- Primo: le tre direzioni che cercano di limitare gli esiti nichilistici dell’Ermenutica compiono un’opera meritoria, ma insufficiente. Può risolvere solo l’affermazione tomista: l’essere precede il conoscere.
- Secondo: L’Oltre l’Ermenutica dice che bisogna recuperare la realtà, ma la realtà non si sarebbe mai dovuta abbandonare. Nella metafisica classica c’è questo procedere: ente > conoscenza > interpretazione. Ciò che l’Oltre l’Ermeneutica tende di fare è procedere in questo modo: interpretazione > conoscenza > ente. Procedimento, questo, che può non assicurare l’oggettività dell’oggetto da conoscere.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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