L’ACQUA
I giusti terranno alta la testa dinanzi a coloro che li oppressero e rapirono le loro fatiche. E questi a tal vista saranno agitati da orribile spavento e resteranno sorpresi di così inaspettata e repentina salvezza.
(Sapienza 5,1)
I SORSI
1.I parassiti che fanno? Vivono della vita che in un certo modo stanno distruggendo. E’ un paradosso, ma un paradosso che in natura esiste.
2.Cari pellegrini, chissà quante volte vi sarà capitato di dire: “…adesso capisco!… e chi poteva immaginarlo…”. Un sacerdote disse ad una mamma oberata da tante fatiche domestiche e i cui figli non capivano le sue difficoltà: “Anche io, quando ero ragazzo, non capivo il lavoro di mia madre. Poi, vivendo da solo, me ne sono reso conto.”
3.L’acqua di questa borraccia fa riferimento ad una comprensione più grave e quindi molto più colpevole: l’incomprensione e il dileggio del bene.
4.Verrà il tempo in cui i giusti potranno finalmente alzare la testa dinanzi a coloro che non solo li avevano fino ad allora oppressi, ma che avevano anche “rapito” le loro fatiche.
5.Soffermiamoci su questo verbo “rapire” e quindi sull’espressione “rapire le loro fatiche”. Cosa vogliono dire? “Rapire le fatiche” vuol dire semplicemente non apprezzarle, ma, non apprezzandole, beneficiarne.
6.La più grande condanna di chi ha scelto il Male sarà nel capire che non solo chi ha scelto il Bene è stato più saggio di lui, ma anche di avere indirettamente beneficiato di sacrifici, fatiche e rinunce di chi si pensava fosse stato tutt’altro che intelligente.
7.Ciò determinerà un tale fallimento da procurare una sofferenza inaudita. E’ il fallimento del parassita: vive della vita che in un certo qual modo attacca, sfruttandola e distruggendola.
8.C’è un’altra cosa che questa espressione fa capire, ovvero che l’ultima parola nella storia individuale, e anche in quella sociale, non può averla il male. Dio non permetterà mai questo.
9.Alla fine lo spavento sarà di chi ha spaventato…con l’intervento medico risolutore, i parassiti morranno; e il corpo resterà sano.
Al Signore Gesù
Signore, fa che la tua Passione mi stia sempre dinanzi.
Così capirò come a quegli sputi, dileggi, insulti e sofferenze corrispondeva la certezza di un trionfo che avrebbe cambiato la mia e l’altrui storia.
Alla Regina dello Splendore
Madre, Tu sotto la Croce soffrivi e il mondo non ti capiva.
Tutt’al più ti compativa.
In quei momenti il mondo invidiava altre donne: matrone di grandi famiglie, principesse e regine; e invece eri proprio Tu la Protagonista della Storia.
Tu eri la Regina dell’universo intero.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
Immagine prodotta con AI

Be the first to comment on "BORRACCIA: 23 agosto"