Se le cose non vanno bene…e spesso ci ritroviamo a constatare che non vanno bene; se capitano delle contrarietà, il cristiano non se ne deve lamentare. Ma questo non è facile. Non è per nulla facile. Anzi: è difficilissimo. Ma è però doveroso. E’ doveroso perché il cristiano non solo non deve mai perdere la speranza, perché con Cristo non si può mai soccombere, ma anche e soprattutto perché il cristiano è tenuto a seguire Cristo sulla Via del Calvario…e quale più grande contrarietà e sofferenza della Via del Calvario?
2.San Luigi Grignon de Monfort (1673-1716), nella sua Lettera agli amici della Croce, distingue tre specie di lamentele:
- La prima è involontaria e naturale: quella del corpo che geme, sospira, si duole, piange e si lamenta. In tal caso non vi è nessuna colpa se nella sua parte superiore l’anima è rassegnata al volere di Dio.
- La seconda è ragionevole: avviene quando ci si lamenta e si manifesta il proprio male a coloro che possono portare rimedio, come, ad esempio, al superiore o al medico. E’ una lamentela che può essere un’imperfezione se vi si ricorre con troppa facilità, ma che non costituisce peccato.
- La terza è colpevole: quando ci si lamenta del prossimo o per scaricarsi dal male che ci procura, o per vendicarsi; e quando ancora ci si lamenta del proprio male volontariamente, aggiungendo impazienza e mormorazione.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Quanta sapienza nasce dalla dottrina di nostro Signore e quanto è oggi irrisa o dimenticata.