Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.
Ci sono due gravi errori da evitare.
Il primo è ritenere che la realtà vada accettata così com’è. E’ l’errore che non solo nasce da una concezione pessimistica sulle cose e sulla vita, ma anche dalla convinzione che tutto non avrebbe senso, che il nostro destino altro non sarebbe che riconoscere l’assurdità di tutto. Scriveva l’esistenzialista ateo Albert Camus: “L’assurdo nasce dalla ricerca di senso in un mondo che ne è privo.”
Il secondo errore è invece diametralmente contrario, ovvero pensare che la realtà possa raggiungere una perfezione assoluta. Insomma, che si possa creare una sorta di “paradiso sulla terra”. E’ questo l’errore insito in ogni concezione utopistica.
Entrambi questi errori, seppur diversissimi, conducono però al fallimento, in un certo qual modo si potrebbe dire che conducono allo stesso fallimento. E’ proprio la natura della realtà che demolisce la menzogna di queste due errori.
Infatti, riconoscere l’assurdità della realtà, pone l’uomo in uno stato di disperazione, perché se tutto incombe assurdamente, allora è inutile adoperarsi. Nello stesso tempo pone l’uomo anche in una gravissima contraddizione: da una parte deve sforzarsi di scoprire un senso, dall’altra deve riconoscere che egli stesso non avrebbe senso. Ma allora l’idea stessa del senso da dove nascerebbe? Perché è comunque presente nella sua mente? E’ così da lui desiderata?
Allo stesso tempo l’errore opposto costringe l’uomo al fallimento di riconoscere che tutto il suo impegno per rendere totalmente perfetto tutto si dimostra un’illusione, un delirio, un’alienazione, perché non tutte le piaghe e le imperfezioni della realtà potranno essere definitivamente cancellate. Come può l’uomo, che è imperfetto, rendere perfettissima la realtà?
E allora qual é la posizione più corretta? E’ quella di riconoscere che la realtà ha un senso e che quindi ci si può e ci si deve lavorare sopra. Che, insomma, si può migliorare; che non solo bisogna conservare tutti i miglioramenti attuati, ma che questi possono anche progredire nella perfettibilità. Ma anche convincersi che non ci sarà un punto di arrivo perfettissimo nel Tempo. Il punto di arrivo perfettissimo ci sarà, ma sarà nell’eterno. Perché? Perché nel Tempo…nulla è così buono da non poter essere migliorato.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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