1.La fatica è molto dura…per giunta al mattino presto, qaundo ancora -forse- il bisogno di sonno si fa violentemente sentire. E poi la gioventù che certamente richiede un riposo più pesante e prolungato.
2.Ma non si può fare altrimenti: la campagna attende e la falce va impugnata.
3.Eppure ci può essere un attimo in cui lasciarsi prendere da un’altra attenzione. E’ partito il suono melodioso dell’allodola…e lo sguardo istintivamente si solleva al cielo. La terra, anche se solo per pochi secondi, può atttendere.
4.A sentire la melodia, il cuore si rallegra e forse anche i muscoli prendono tono. Un suono che lascia quasi a bocca aperta, come ben si può notare dall’espressione della protagonista del dipinto.
5.Si tratta di un desiderato ristoro…quella semplice, gradevole, parentesi che ricorda che non c’è fatica opprimente che possa essere fine a se stessa.
6.Quella semplice, gradevole, parentesi che ricorda che se tutto viene ricondotto al Fine, cioè che se tutto viene offerto a Dio, allora davvero tutto, anche il lavoro più duro e monotono, diventa melodia.
7.Una melodia, quella dell’allodola, che ricorda un’altra “melodia” che è davvero risposta ad ogni affanno: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed orppressi, e io vi risotererò” (Matteo 11,28).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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