APOLOGETICA CON I PROVERBI: “Fiasco cattivo non si rompe presto” (proverbio sardo)

Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.


Può accadere di sentire questa obiezione: Perché Dio, che è buono, permette che muoiano degli innocenti, per esempio i bambini, oppure che vivano di stenti anime buone; e poi permette che tanti cattivi vivano a lungo e in grande prosperità?

A questa obiezione si può rispondere in più modi.

Prima di tutto va detto che Dio ragiona alla luce dell’eternità e non del tempo, per cui è certamente meglio vivere poco e andare in Paradiso, piuttosto che vivere a lungo e dannarsi l’anima.

Inoltre va tenuto conto che Dio è somma giustizia, per cui castiga ogni atto cattivo e premia ogni atto buono. E’ impossibile che anche il più cattivo dei cattivi non abbia in vita sua commesso qualche azione buona. Ebbene, quando Dio non più premiare nell’eternità, perché ormai l’anima non può più salvarsi, ecco che Dio stesso premia in questa vita. Ma (come si è sempre detto) non c’è più grande disgrazia di quando Dio non castiga più; perché, se Dio non castiga più, vuol dire che ormai non c’è più speranza.

Sì, il fiasco cattivo non si rompe presto...ma verrà il giorno in cui si romperà. E quel “giorno” non sarà più il giorno del tempo, che si può ancora riparare, bensì il giorno dell’eternità, in cui tutto sarà ormai definitivo.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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