MESSA DEL GIORNO: San Domenico di Guzman, Confessore (1170-1221)

Nato nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna), si distinse fin da giovane per carità e povertà. Convinto che bisognasse riportare il clero a quella austerità di vita che era alla base dell’eresia degli Albigesi e dei Valdesi, fondò a Tolosa l’Ordine dei Frati Predicatori che, nato sulla Regola agostiniana, divenne nella sostanza qualcosa di totalmente nuovo, basato sulla predicazione itinerante, la mendicità (per la prima volta legata ad un ordine clericale), una serie di osservanze di tipo monastico e lo studio approfondito. San Domenico si distinse per rettitudine, spirito di sacrificio e zelo apostolico. Le Costituzioni dell’Ordine dei Frati Predicatori attestano la chiarezza di pensiero, lo spirito costruttivo ed equilibrato e il senso pratico che si rispecchiano nel suo Ordine, uno dei più importanti della Chiesa. Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l’aveva. Gregorio IX, a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234. (santiebeati.it)


Introito

(Salmo 36,30-31)

La bocca del giusto pronuncia parole di saggezza, la sua lingua parla con rettitudine; ha nel cuore la legge del suo Dio.

(Salmo 36,1)

Non invidiare i malvagi e non essere geloso degli operatori di iniquità.


Colletta

Dio, che ti sei degnato illuminare la tua Chiesa con i meriti e la dottrina del beato Domenico tuo Confessore, concedi che per sua intercessione non sia mai priva di aiuti temporali, e sempre progredisca con spirituali conquiste.


Epistola

(2 Timoteo 4,1-8)

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del Vangelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.


Vangelo 

(Luca 12,35-40)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Tenete i vostri fianchi cinti e le lucerne accese; e voi siate come uomini che aspettano il loro padrone al suo ritorno dalle nozze per aprirgli subito, appena viene e picchia. Beati quei servi che il padrone, al suo arrivo, troverà desti. In verità vi dico: egli si cingerà e li farà mettere a tavola e si presenterà a servirli. E se verrà alla seconda e alla terza vigilia e troverà le cose così, beati loro! Sappiate però che se il padre di famiglia conoscesse l’ora in cui viene il ladro, non si lascerebbe forzare la casa. Tenetevi pronti anche voi, perché nell’ora che voi non supponete il Figlio dell’Uomo viene”.


Meditazione

1.E se verrà alla seconda e alla terza vigilia e troverà le cose così, beati loro!..Dunque, il Signore non dice solo che bisogna sempre essere vigili per farsi trovare pronti dal padrone, ma afferma che occorre anche la perseveranza in questa vigilanza: …e se verrà alla seconda e alla terza vigilia e troverà le cose così, beati loro!

2.L’Ordine Domenicano, insieme a quello Francescano, è un ordine mendicante. I frati devono pregare, predicare ed essere segno visibile che Dio è l’unica, vera, autentica, ricchezza. Si tratta, dunque, di una testimonianza totale, integrale, che deve contrassegnare costantemente la propria vita.

3.Anche il cristiano che, per vocazione, vive nel mondo non può venir meno a questo stesso impegno di fedeltà. Certo, la sua povertà non potrà essere formale, per le incombenze che gli sono dovute, ma può e deve essere sostanziale: trattare ogni cosa come mezzo che deve servire l’unico fine: Dio.


Alla Regina dello Splendore

Madre, sull’esempio di san Domenico che fu un grande innamorato di Te, aiutami ad essere sempre perseverante nella testimonianza di fedeltà al tuo Divin Figlio.

Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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