Perché La Messa è la riattualizzazione del Sacrificio di Cristo sul Calvario?

Risponde la Mediator Dei di papa Pio XII, al Numero 1 della Parte Seconda


L’augusto Sacrificio dell’altare non è una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è un vero e proprio sacrificio, nel quale, immolandosi incruentemente, il Sommo Sacerdote fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al padre tutto se stesso, vittima graditissima. Una e identica è la vittima, quello stesso che adesso offre per ministero dei sacerdoti, si offrì allora sulla Croce; è diverso soltanto il modo di fare l’offerta. Identico, quindi, è il sacerdote, Gesù Cristo, la cui sacra persona è rappresentata dal suo ministro.  Questi, per la consacrazione sacerdotale ricevuta, assomiglia al Sommo sacerdote ed ha il potere di agire in virtù e nella persona di Cristo stesso; perciò, con la sua azione sacerdotale, in certo modo presta a Cristo la sua lingua, gli offre la sua mano. Parimenti identica è la vittima, cioè il Divin Redentore, secondo la sua umana natura e nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue. Differente, però, è il modo col quale Cristo è offerto. Sulla Croce, difatti, Egli offrì a Dio tutto se stesso e le sue sofferenze, e l’immolazione della vittima fu compiuta per mezzo di una morte cruenta liberamente subìta; sull’altare, invece, a causa dello stato glorioso della sua natura umana, la morte non ha più dominio su di Lui e quindi non è più possibile l’effusione del suo sangue; ma la divina sapienza ha trovato il modo mirabile di rendere manifesto il sacrificio del nostro Redentore con segni esteriori che sono simboli della morte.


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