12 gennaio – Il ritorno e la missione dei Magi

 

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 233-235

Deposti i loro doni ai piedi dell’Emmanuele, come segno dell’alleanza che stringono con lui in nome del genere umano, e ricolmi delle sue più elette benedizioni i Magi prendono congedo da quel divino Bambino, perché questa è la sua volontà. Si allontanano infine da Betlemme, ma d’ora in poi tutta la terra appare vuota e deserta, ai loro occhi. Come desideravano fissare la dimora presso il neonato Re, in compagnia della sua ineffabile Madre!… Ma il piano della salvezza del mondo esige che quanto rispecchia lo splendore e la gloria umana sia lontano da Colui che è venuto a cercare le nostre umiliazioni.

D’altra parte è necessario che essi siano i primi messaggeri della parola evangelica, che vadano ad annunciare nella Gentilità che il Mistero della salvezza è cominciato, che la terra possiede il suo Salvatore e che la salvezza è alle porte. La Stella non cammina più davanti ad essi, non è più necessaria per guidarli a Gesù: ora lo portano per sempre nel cuore. Questi tre uomini predestinati sono dunque posti in seno alla Gentilità come il lievito misterioso del Vangelo che, nonostante il suo piccolo volume, produrrà il fermento in tutta la pasta. Dio benedice per essi le genti della terra; a partire da quel giorno l’infedeltà diminuisce, la fede cresce insensibilmente, e quando il sangue dell’Agnello sarà stato versato, quando il battesimo sarà stato promulgato, i Magi, iniziati agli ultimi misteri, non saranno più soltanto uomini pieni di desideri, ma cristiani perfetti.

Un’antica tradizione cristiana che troviamo già riferita dall’autore dell’Opera imperfetta su san Matteo inserita su tutte le edizioni di san Giovanni Crisostomo e che sembra sia stata scritta verso la fine del VI secolo, questa tradizione, dicevamo, riporta che i tre Magi furono battezzati dall’Apostolo san Tommaso e che si dedicarono alla predicazione del Vangelo. Anche se tale tradizione non esistesse, è facile comprendere che la vocazione dei tre Principi non doveva limitarsi a visitare per primi fra i Gentili il Re eterno manifestato sulla terra: una nuova missione, quella dell’apostolato, derivava per sua natura dalla prima.

Numerosi particolari sulla vita e gli atti dei Magi divenuti cristiani son giunti fino a noi. Ci asteniamo tuttavia dal riportarli qui, dato che non sono né abbastanza antichi, né abbastanza importanti perché la Chiesa credesse di doverne far uso nella sua Liturgia. Lo stesso si dica dei loro nomi, Melchiorre, Gaspare, Baldassarre, dei quali è troppo recente l’uso; e se ci sembra temerario impugnarli direttamente, ci sembrerebbe parimenti troppo difficile sostenerne l’autenticità.

Quanto ai corpi dei tre illustri e santi adoratori del neonato Signore, furono trasportati dalla Persia a Costantinopoli sotto i primi Imperatori Cristiani, e riposarono a lungo nella Chiesa di S. Sofia. Più tardi, sotto il Vescovo Eustorgio, fu Milano a vederli trasferiti entro le sue mura, e qui restarono fino al XII secolo quando, con il concorso di Federico Barbarossa, Reinoldo, arcivescovo di Colonia, li collocò nella cattedrale di questa augusta metropoli. È qui che essi riposano ancor oggi in un magnifico sacrario, che è forse il più splendido monumento dell’oreficeria medioevale, sotto le volte di quella sublime Cattedrale che, per la sua grandezza, per l’arditezza e il carattere della sua architettura, è uno dei principali templi della cristianità.

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Così, noi vi abbiamo seguiti, o Padri delle genti, dal lontano Oriente fino a Betlemme, vi abbiamo riaccompagnati nella vostra patria e infine vi abbiamo portati al luogo santo del vostro riposo, sotto il nostro cielo d’Occidente. Un amore filiale ci legava ai vostri passi; e d’altronde non cercavamo noi stessi, sulle vostre orme, quel Re di gloria al cui cospetto dovevate presentarci? Sia benedetta la vostra attesa, benedetta la vostra docilità alla Stella, benedetta la vostra devozione ai piedi del celeste Bambino, benedette le vostre religiose offerte che ci danno la misura delle nostre! O Profeti, che avete veramente profetizzato i caratteri del Messia con la scelta dei vostri doni; o Apostoli, che avete predicato perfino a Gerusalemme la nascita di Cristo sotto le fasce della sua umiltà, del Cristo che i Discepoli annunciarono solo dopo il trionfo della sua Risurrezione; o fiori della Gentilità, che avete prodotto tanti e così preziosi frutti perché avete prodotto per il Re di gloria intere stirpi e innumerevoli popoli: vegliate si di noi e proteggete le Chiese. Ricordatevi di quell’Oriente dal cui seno siete venuti al pari della luce, benedite l’Occidente ancora immerso in così dense tenebre il giorno in cui voi partivate al seguito della Stella, e diventato quindi l’oggetto della predilezione del Sole divino. Riaccendete la fede che languisce; ottenete dalla divina misericordia che sempre, e con maggiore intensità, l’Occidente mandi i messaggeri della salvezza al sud, al nord e anche a quell’Oriente infedele, anche sotto le tende di Sem, che ha disprezzato la luce recatagli dalle vostre mani. Pregate per la chiesa di Colonia, questa insigne sorella delle nostre più sante Chiese d’Occidente; ch’essa conservi la fede, non lasci venir meno la santa libertà, e sia il fulcro della Germania cattolica, appoggiata sempre sulla protezione dei suoi tre Re, sul patrocinio di santa Orsola e della sua legione di vergini. Infine, o favoriti del gran Re Gesù, portateci ai suoi piedi, offriteci a Maria e fate che passiamo nell’amore del celesta Bambino i quaranta giorni consacrati alla sua Nascita, e tutta la nostra vita.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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